Il commercio è ancora in affanno

24/11/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
277, pag. 6 del 22/11/2003
di Sara Rubini

Lo rileva l’analisi Unioncamere sul 3° trimestre. Aumenta la fiducia delle imprese sulla ripresa.
Il commercio è ancora in affanno

A soffrire di più sono le piccole aziende: -2,9% nelle vendite

Ancora in frenata il commercio nel terzo trimestre del 2003, anche se aumenta la fiducia nella ripresa, attesa per i prossimi tre mesi. In crisi sono soprattutto le vendite al dettaglio della piccola distribuzione (-2,9%), mentre hanno avuto una buona performance ipermercati, supermercati e grandi magazzini (+5,6%).

Dall’analisi dell’andamento congiunturale delle piccole e medie imprese nel periodo compreso tra luglio e settembre di quest’anno condotta dall’Unione italiana delle camere di commercio emerge un quadro ancora problematico per le pmi. Il saldo congiunturale tra aumenti e perdite ha fatto segnare un meno 23%, dal momento che il 21% delle imprese commerciali ha segnalato un aumento delle vendite, ma il 44% ha indicato una diminuzione e il 35% ha dichiarato un andamento stabile.

In particolare a soffrire sono le piccole aziende che lavorano nel commercio e che fanno fatica a tenere testa al crollo dei consumi e anche alla concorrenza della grande distribuzione.

Nel terzo trimestre di quest’anno, infatti, le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione tendenziale dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2002. Ma a pagare di più sono state le piccole imprese commerciali (con meno di 6 addetti) che hanno avuto un decremento delle vendite del 2,9%. Tra i settori maggiormente in perdita merita la leadership l’abbigliamento con meno 5,7%. Anche l’analisi geografica non brilla. Dai dati raccolti dall’Unioncamere emerge, infatti, che nel Sud e nelle Isole le vendite sono calate dell’1,1%, mentre nelle altre aree geografiche la contrazione è stata appena dello 0,3%.

In calo (-1,1%) anche il settore delle costruzioni, in particolare quello in cui operano le aziende di medie dimensioni (tra 10 e 49 addetti), mentre reggono meglio quelle con oltre 50 addetti (0,1%). Negativi anche i dati che riguardano il turismo che ha fatto segnare un netto decremento del 2,6%.

Meno bui i dati sul comparto dei servizi, anche se il volume d’affari ha fatto registrare comunque uno 0,8% in meno rispetto al 2002. Positivi sono, infatti, soprattutto i dati che riguardano le aziende di medie dimensioni (quelle fino a 50 dipendenti) che hanno incrementato dello 0,4% le proprie performance e il settore dei servizi avanzati (+0,5%).

Ma se i risultati attuali sono poco incoraggianti, altrettanto non si può dire per le aspettative per il trimestre 2003.

Queste, infatti, testimoniano una decisa fiducia nella ripresa dei consumi per il IV trimestre del 2003. Il saldo tra le attese positive e quelle negative attesta un +40% a favore delle prime. La previsione coinvolge tutte le dimensioni di impresa e le aree geografiche, in particolare il Nord-Ovest (+49%). Più modeste le aspettative nel settore delle costruzioni visto che il saldo è di appena il 6% a favore delle previsioni positive.