Il commercio cerca produttività

01/02/2011

Contenimento del costo del rinnovo contrattuale e aumento della produttività. Nelle trattati­ve per il rinnovo del contratto del commercio. che ormai van­no avanti da 4 mesi e interessano 2 milioni di lavoratori, da un lato Confcommercio non ha intenzio­ne di fare passi indietro su questi due temi, dall’altro i sindacati, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si sono presentati con tre piat­taforme diverse, di cui due sono parzialmente sovrapponibili e sintetizzabili, quelle della Cisl e della Uil, e una, quella della Cgil, soprattutto per la parte economica, è diversa dalle altre. Se nelle prime due piattaforme i sindaca­ti sono, infatti disposti a negozia­re un aumento calcolato sulla ba­se dell’indice Ipca che portereb­be a discutere partendo da una ci­fra intorno agli 8o euro per il quarto livello, nella terza ne ven­gono rivendicati 140.
Oggi è previsto un nuovo in­contro tra le parti per procedere nella definizione del quadro nor­mativo con l’auspicio che si co­minci a passare «dalla riflessio­ne alla carta e all’articolazione delle posizioni in forma scritta», dice Francesco Rivolta che gui­da la delegazione di .Confcom­mercio.Per ora c’è una buona di­sponibilità delle parti ad analiz­zare le questioni riferite alla sem­plificazione del contratto, ritenu­to uno degli elementi fondamela tali per il recupero della produtti­vità. Inoltre si stanno ridiscutendo le regole di alcuni elementi di garanzia, come la malattia, che in passato, secondo le imprese; sa­rebbero stati oggetto di abuso. Sotto i riflettori, per ora, ci sono anche il tema dell’apprendistato e del part time che si vorrebbe estendere, con regole particola­ri, ad alcune categorie di lavora­tori, come gli studenti.
L’altro grande capitolo è il se­condo livello di contrattazione. «Nel nostro settore soltanto l’8% delle imprese usa questo strumento che è stato vissuto co­me una sorta di tempo supple­mentare – osserva Rivolta -. An­che perché le organizzazioni sin­dacali lo hanno spesso usato solo come un mezzo per recuperare quello che avevano ceduto sul primo livello. Da ora in poi que­sto strumento dovrà essere circo­scritto a due materie in particola­re e cioè l’organizzazione del la­voro e il salario variabile a fronte di indici di produttività certi e ve­rificabili». La produttività media del settore, secondo le imprese, sarebbe di oltre io punti inferio­re rispetto a quella di molti altri paesi europei e nell’ultimo de­cennio, anziché registrare un re­cupero, Confcommercio ha regi­strato un calo dello 0,5%.