Il Cnel: «Crescita senza sostegni»

16/10/2003



      Giovedí 16 Ottobre 2003

      Congiuntura


      Il Cnel: «Crescita senza sostegni»

      Il rapporto realizzato da Cer, Prometeia e Ref boccia l’impianto della Finanziaria: non ha rigore

      R.BOC.


      ROMA – Una manovra economica «senza rigore», fatta in gran parte da misure straordinarie che esauriranno i loro effetti nel 2004, che non contiene misure per il rilancio della crescita, che non darà il gettito previsto sul fronte dei condoni edilizio e fiscale e che lascia prevedere «il rischio di una deriva dei conti pubblici». È secco il giudizio sulla Finanziaria e sullo stato della finanza pubblica che emerge dal Rapporto Cnel sulle previsioni macroeconomiche di medio termine curato dai tre istituti di ricerca Cer, Prometeia e Ref. Un quadro definito dai tre istituti «ambiguo e incerto», nel quale si prevede per i prossimi tre anni un deficit-Pil sopra il 3% (dunque fuori dai parametri del Patto di stabilità), e una «sostanziale interruzione nel percorso di riduzione del debito pubblico» (il rapporto debito- Pil appare destinato ad attestarsi a quota 105,7% nel 2005). Inoltre il rapporto indica una crescita del Pil che nel 2003 non andrà oltre lo 0,3% quest’anno e nel 2004 raggiungerà a stento l’1,5% mentre l’inflazione resterà per molto tempo ben al di sopra del 2%. Tra le critiche avanzate dagli economisti, l’ incapacità di avviare un disegno di politica economica di medio-lungo periodo: «Scompaiono gli obiettivi di riduzione del carico fiscale e di attuazione del federalismo dalle priorità indicate adesso dal Governo». «L’azione dell’Esecutivo, invece, sembra essere permeata dalla strategia di limitazione delle correzioni di bilancio». E «in assenza di misure di rilancio della crescita», prosegue il rapporto, «si configura più che altro un ulteriore processo di rinvio decisionale, supportato dall’adozione di misure straordinarie, che proietta nel prossimo (non più lontano) futuro derive dei conti pubblici di portata non trascurabile». In ogni caso, sostiene lo studio del Cnel, nel corso dell’inverno la ripresa si farà via via più decisa, trainata dal miglioramento del quadro economico internazionale. Nel 2004 la crescita del Pil sarà, per l’appunto, dell’1,5%, nel 2005 del 2,2% e nel 2006 del 2,1%. Chiamati a commentare queste stime, anche gli ex ministri dell’Ulivo Enrico Letta e Vincenzo Visco e l’europarlamentare di Forza Italia, Renato Brunetta hanno usato toni critici sulla Finanziaria 2004. «Siamo di fronte a una manovra in buona parte virtuale – ha detto Visco – di strutturale non c’è nulla. Al di là del ciclo economico, ci sono 2-2,5 punti di deterioramento della finanza pubblica, un problema che sarà difficile da recuperare». Critico anche Brunetta, secondo il quale la manovra «è fatta solo di una tantum. Queste misure negli ultimi anni sono state necessarie – aggiunge – ma ora si trattava di mettere in campo politiche strutturali che avessero effetti subito. Ma questo non è stato fatto». E Brunetta ha portato l’esempio della riforma previdenziale «che doveva partire nel 2004 per anticipare la "gobba" e diminuire l’impatto sociale». «Purtroppo le previsioni del Cnel colgono nel segno – ha commentato Letta – siamo di fronte a una manovra inutile per il miglioramento dei conti pubblici, anzi li peggiora. E l’effetto è un deterioramento della crescita».