Il Cavaliere si lancia all´attacco contro il «nemico Cofferati»

06/06/2002




            retroscena
            Augusto Minzolini

            Del 6/6/2002 Sezione: Economia Pag. 5)
            IN VISTA UNA ESCALATION DI POLEMICHE
            Il Cavaliere si lancia all´attacco contro il «nemico Cofferati»

            ROMA
            L´ESPERTO di Silvio Berlusconi su Sergio Cofferati, l´uomo che riesce a decriptare le tattiche e le strategie del nuovo generale rosso, è Maurizio Sacconi, l´ambasciatore del Cavaliere alla Corte del ministro del Welfare, Roberto Maroni. «Una tempo, racconta il consigliere al premier almeno una volta a settimana – con Sergio e con Epifani ero amico. Adesso un po´ meno. Ma anche loro sono cambiati: quelli della Cgil pensano di avere davanti a loro una grande chance per prendere in mano la sinistra storica. Ormai ragionano solo in termini politici, del contenuto delle trattative gli importa poco. Eppoi ce l´hanno a morte con D´Alema, il D´Alemismo, i D´Alemiani. Addirittura gli agitano contro la questione morale, dicono che il suo avvento alla segreteria ds eppoi a Palazzo Chigi portò alla decadenza dei costumi della sinistra…». Se questo dice il «guru» del Cavaliere su "cofferatismo e dintorni", figuriamoci cosa può uscire dalla bocca del Premier, che non è tipo da andarci per il sottile, sullo stesso argomento. Berlusconi, specie dopo la proclamazione dello sciopero generale, ha deciso di prendere di mira il suo avversario. «Farò di tutto – ha confidato ai suoi collaboratori – farò di tutto per dimostrare ai lavoratori italiani che lui non pensa a loro ma solo alle sue ambizioni politiche». Ed ancora: «Ormai è un politico che mette insieme tutta la sinistra ma la allontana definitivamente dai moderati. E´ una sinistra che creerà dei problemi al paese ma che si candida ad un´altra sconfitta. Altro che ticket Prodi-Cofferati! Le posizioni del segretario della Cgil rendono impresentabile la sinistra italiana anche in Europa. Meglio Bertinotti, almeno è più coerente». Ebbene, Berlusconi ripeterà ritornelli del genere per tutta l´estate. «Prima e dopo i pasti» scommette l´eminenza grigia per la comunicazione del Cavaliere, Paolo Bonaiuti. La filosofia di questa strategia discende soprattutto da tre motivi: intanto il Premier vuole rendere sempre più evidente la divisione del sindacato, da una parte Cisl e Uil e dall´altra la Cgil; in secondo luogo, sparando su Cofferati il premier riesce anche ad aumentare la tensione nella sinistra (basta guardare l´atteggiamento di Rutelli di ieri); infine, ed è la cosa più importante, il Cavaliere si sceglie Cofferati come antagonista perché in questo modo lo tira dentro l´agone politico. Vuole dimostrare che il Cinese non è più il difensore dei diritti dei lavoratori ma il nuovo leader della sinistra, che agita le questioni sindacali solo strumentalmente per fini squisitamente politici. E´ una campagna pianificata quasi a tavolino. Siamo solo agli inizi. Probabilmente lunedì prossimo, quando il Cavaliere parteciperà alla commemorazione di Marco Biagi al Cnel, il professore esperto in diritto del lavoro assassinato dalle Br, la polemica avrà un´impennata. «E pensare che Cofferati mi era anche simpatico – si lamenta il premier -. Sicuramente mi piaceva più di Rutelli». Ma come spesso avviene le ragioni della politica non rispettano né le simpatie, né le affinità. Così il Cinese è diventato il nuovo nemico preferito del Cavaliere. «E´ – spiega Fabrizio Cicchitto -l´avversario ideale. Quello che massacra tutto il centro, che mette la sinistra in rottura con tutto il centro. Cofferati è quello che rompe con Cisl e Uil, che proclama uno sciopero generale da solo, che litiga con mezza Margherita. Meglio di così. Tant´è che non capisco perché Cofferati si comporti in questo modo. O meglio lo capisco solo in una chiave: lui è alla fine della sua carriera da sindacalista e sta pensando al futuro. La radicalizzazione è l´unica politica che ha a disposizione per farsi largo. Gli altri ruoli sono già tutti occupati». Così per aprire la strada all´accordo con il sindacato il Cavaliere deve dipingere l´uomo che si oppone all´intesa come un mostro. E´ una scommessa. Ma proprio per questo il duello sarà duro. Ne sono consapevoli entrambi i protagonisti: Berlusconi sa benissimo che se vuole convincere l´opinione pubblica che il segretario della Cgil ormai è un politico deve alzare i toni, non dargli tregua; dall´altra parte il Cinese è conscio che per essere riconosciuto dalla sinistra come leader deve dimostrare di essere il più spietato nemico del Cavaliere. Insomma, i due personaggi si sono scelti i ruoli e si preparano a recitare al meglio il copione. E sicuramente questo è lo scontro che caratterizzerà i prossimi sei mesi. Il Premier sparerà sul segretario della Cgil per tutta la durata della trattativa sindacale. Magari quando gli faranno notare che Cofferati potrebbe sedersi al tavolo della trattativa, lui risponderà come l´altro giorno: «A far cosa? A far colazione?». E´ nelle cose. Si andrà avanti così almeno fino al 31 luglio, quando sarà siglato l´accordo tra il governo e una parte del sindacato. Appunto, nell´ultimo giorno prima della chiusura delle fabbriche. Anche questo è pianificato.