Il «caso precari» alla Cgil: non ci sono solo le tute blu

13/01/2011

Non c’è solo la Fiom. I 500 dirigenti Cgil dell’Assemblea delle Camere del Lavoro lo sanno benissimo, perché lo vivono ogni giorno sul territorio. Ecco perché, pur comprendendo l’importanza della Fiat, rivendicano più dalla Cgil. Lo si è capito nell’intervento più applaudito. Quello di Franco Martini, segretario Filcams, il sindacato di commercio e servizi: «Mirafiori mi riguarda, certo che mi riguarda. Ma mi piacerebbe che quando c’è la vertenza delle donne delle pulizie o delle guardie giurate, in qualche fabbrica, ogni tanto, comparisse un volantino di solidarietà» . E più tardi, Daria Banchieri, giovane dirigente: «La contrattazione finora ha tutelato di più e meglio chi aveva già i diritti» . A rimetterci sono «i giovani, le donne, i precari» . «Un lavoratore a progetto — ha detto Ilaria Lani, giovani Cgil — non sa cosa sia la tutela della malattia e il diritto di sciopero» . Il segretario Camusso ha raccolto il disagio facendo autocritica: «Se nel movimento giovanile si fa strada l’idea che la situazione è tale che non ha più nulla da perdere, significa che abbiamo parlato troppo e fatto troppo poco» .