Il caso-Coopservice spacca Reggio

18/04/2007
    mercoledì 18 aprile 2007

    Pagina 47 – Finanza & Mercati

    Inchieste – Le rivelazioni sul «tesoretto» estero scatenano uno scontro politico

      Il caso-Coopservice spacca Reggio

        Emilio Bonicelli
        BOLOGNA

        Il caso del tesoretto estero da 36 milioni di euro, incassato in Lussemburgo da circa 300 soggetti, in gran parte soci della reggiana Coopservice, in occasione della quotazione di Servizi Italia, sbarca anche in Consiglio comunale a Reggio e rischia di spaccare la maggioranza di centro sinistra. Dopo l’articolo pubblicato il 6 aprile scorso da «Il Sole-24 Ore», la commissione consiliare Affari generali ha infatti convocato la presidente della Fondazione bancaria Manodori, Antonella Spaggiari, ex sindaco diessino della città, insieme a Nando Odescalchi e Girolamo Ielo, nominati nella Fondazione su indicazione del Comune al tempo in cui la Spaggiari era primo cittadino, per «chiarire il ruolo avuto dalla Fondazione» nella discussa vicenda.

          L’iniziativa è partita su richiesta del gruppo del Prc, che fa parte della maggioranza di centro sinistra, con l’appoggio dell’opposizione (An, Fi, Udc). L’attuale sindaco, Graziano Del Rio (Margherita), si è detto favorevole, perché «la vicenda, se confermata, scrive una pagina infelice per la cooperazione reggiana».

          A creare forte imbarazzo presso il Comune è il fatto che uno dei propri rappresentanti nella Fondazione Manodori, Nando Odescalchi, figuri anche tra i soci di First Service Holding, la finanziaria lussemburghese attraverso cui è stata realizzato il tesoretto. Tra le questioni da risolvere in occasione dell’audizione, la cui data non è stata ancora fissata, vi è quella relativa all’eventuale conflitto di interessi per chi sedeva nel Consiglio generale della Manodori, intervenuta nella vicenda attraverso un’operazione di portage, e contemporaneamente godeva dei frutti dell’iniziativa come socio di First Service. Secondo il rappresentante della Lega Nord, Marco Lusetti, si dovrà chiarire anche perché abbiano partecipato all’iniziativa circa 40 non soci di Coopservice, pur essendo le azioni Fsh sottoscrivibili, secondo il prospetto informativo, solo da soci della coop e perchè non sia stata attuata la prevista ricapitalizzazione. In proposito Coopservice ha precisato ieri che «l’ulteriore aumento di capitale», a suo tempo ipotizzato, non è avvenuto poiché «la società aveva nel frattempo ottenuto la disponibilità di Banca Unicredit a finanziare l’acquisto delle azioni». Mentre Ildo Cigarini, presidente Legacoop Reggio Emilia, ha definito «un doppio errore» il fatto che tra gli azionisti di First Service vi siano 40 non soci di Coopservice.

          Intanto i vertici di Servizi Italia sono stati scossi dalla vicenda e il consigliere indipendente, Marco Bianchini ha rassegnato le dimissioni. Il cda della società ha però provveduto alla sua sostituzione con Mauro Paoloni, docente presso l’università di Roma.