Il caso Cascina finisce in Senato

11/04/2003
         
         
        Pagina 26 – Cronaca
         
         
        Il presidente prepara una relazione e raccomanda di sorvegliare la qualità dei cibi forniti al bar dalla coop
        Il caso Cascina finisce in Senato

        Sotto accusa la gestione della buvette. Pera convoca il consiglio
        Il ministro Sirchia "Sarà l´autorità giudiziaria a stabilire eventuali responsabilità"
        Battaglia bipartisan per la trasparenza gastronomica e politica di tutte le forniture

        LELLO PARISE
        FERRUCCIO SANSA

                ROMA – Uno schieramento bipartisan… sui tramezzini. La vicenda giudiziaria della Cascina provoca un terremoto in Senato: sì, perché la cooperativa leader della ristorazione al centro di un´inchiesta sui cibi avariati (5 dirigenti sono stati arrestati) gestisce anche la buvette di Palazzo Madama.
                Ieri è intervenuto perfino il presidente Marcello Pera, la seconda carica dello Stato: la questione Cascina sarà affrontata dal consiglio di Presidenza di mercoledì prossimo. Si parlerà dei cibi e si esaminerà il contratto per verificarne la liceità. Non basta: Pera porterà una relazione personale sull´argomento. E ancora: il Presidente ha raccomandato l´immediata attuazione delle indicazioni che la Asl aveva dato durante un recente sopralluogo al Senato, aggiungendo di sorvegliare cibi e locali. Sì, perché a febbraio la Asl aveva visitato i locali di palazzo Madama e aveva chiesto alcuni interventi strutturali (non legati a motivi sanitari o igienici). Insomma, una giornata di lavori parlamentari è stata monopolizzata dalle polemiche su buvette e Cascina. Sotto accusa soprattutto la gestione del bar dei dipendenti. Gli addetti alla sicurezza, mesi fa, avevano chiesto un incontro urgente in proposito. Ma anche il servizio alla buvette suscita critiche. E non basta, perché, anche nella gara per la gestione del ristorante di Palazzo Madama, la Cascina (vicina a Comunione e Liberazione) è in pole position.
                Una questione gastronomica, sanitaria, ma anche politica. Che spariglia gli schieramenti e fa intervenire il ministro alla Salute, Girolamo Sirchia: «Sarà l´autorità giudiziaria a stabilire eventuali responsabilità. Ma secondo le ricostruzioni sono state colpite le persone più deboli, bambini e anziani. Sono cose amare e tristi, che offendono, fanno dispiacere e che sono difficili da accettare». La rivolta dei senatori è guidata dal leghista Luigi Peruzzotti e dal socialista Ottaviano Del Turco: «C´è del malaffare che sarà probabilmente evidenziato anche nelle ulteriori indagini della magistratura», attacca Peruzzotti, «Bisogna stabilire se ci sono delinquenti che hanno dato da mangiare carne avariata a bimbi e malati. Se le accuse fossero confermate bisognerebbe trarne le conseguenze per tutelare la dignità del Senato». Da destra a sinistra, la parola al socialista (Sdi) Ottaviano Del Turco: «La Presidenza può garantire che possiamo andare alla buvette senza incorrere in pericoli e soprattutto che non si espone il Senato alla vergogna di ospitare una cooperativa che non fa il proprio dovere nei confronti delle leggi?». Nando Dalla Chiesa è netto: «Da quando è arrivata la nuova gestione la qualità è peggiorata: i prezzi sono aumentati e il personale è diminuito». Ma il senatore milanese allarga il campo: «In Lombardia, soprattutto, le cooperative con appoggi politici sono diventate un impero».
                C´è, però, anche chi chiede cautela. I questori di Palazzo Madama, i senatori Franco Servello (An) e Mauro Cutrufo (Udc) vogliono tranquillizzare i colleghi: «Posso assicurare il Senato che la gara della concessione di servizio di buvette dei dipendenti e dei senatori si è svolta nella totale regolarità», assicura Servello. E Cutrufo (primo firmatario di un disegno di legge proprio su "catering e banqueting" e «simpatizzante di Cl come, però, di altri movimenti cattolici»): «Questa cooperativa mi sembra seria». La Cascina, oltre a quella del Senato, fino a poco tempo fa gestiva anche la buvette del Campidoglio. E Raffaello Fellah, già amministratore delegato della cooperativa e vicino a Cl, è stato candidato dell´Ulivo alle ultime elezioni europee.