Il cardinal Silvestrini varcherà la soglia della Cgil

08/02/2007
    giovedì 8 febbraio 2007

    Pagina 15 -Economia & Lavoro

    SINDACATO E CATTOLICI

      Un fatto senza precedenti: il prelato parteciperà a una tavola rotonda su sindacato e mondo cattolico

        Il cardinal Silvestrini varcherà la soglia della Cgil

          di Bruno Ugolini

            Un cardinale che varca la soglia della sede della Cgil a Roma. Non è mai successo nella centenaria storia della principale organizzazione sindacale italiana. Non sarà però, il 20 febbraio, una specie di visita pastorale. Sarà un’autorevole partecipazione ad un incontro che si annuncia di notevole interesse, organizzato dalla Fondazione Giuseppe Di Vittorio e dall’Associazione nata per organizzare le iniziative per il centenario del sindacato. Il tema? Eccolo: «La CGIL e il mondo Cattolico». Con relazioni di storici come Adolfo Pepe (Università di Teramo) Andrea Ciampani (Lumsa di Roma), Carlo Felice Casula (Università RomaTre). E poi una tavola rotonda che vedrà il faccia a faccia, appunto, tra il cardinale Achille Silvestrini e il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, nonché il segretario generale aggiunto della Cisl Pier Paolo Baretta, il presidente Associazione Centenario Giuseppe Casadio, il presidente delle Acli Andrea Olivero.

            Con tale iniziativa, come spiega Carlo Ghezzi, presidente della Fondazione Di Vittorio, si avviano a conclusione le varie manifestazioni tese a riflettere su un secolo dedicato al lavoro. Non poteva mancare, dunque, una discussione sui rapporti del sindacato col movimento cattolico.

            È un po’ la storia tormentata dei "rossi" e dei "bianchi", spesso contrapposti, spesso uniti. Ghezzi ricorda le incomunicabilità degli inizi del Novecento. Tra i cattolici che costruivano strutture proprie in contrasto con quelle nettamente socialiste. Fino alla Cil (1918), quella che potremmo definire in qualche modo la mamma della Cisl odierna, a fianco dell’allora Cgl (senza la i). I capi erano Achille Grandi e il futuro presidente della repubblica Giovanni Gronchi. E’ un’epoca in cui, racconta ancora Giorgio Ghezzi, gli unici episodi d’unità d’azione investono i lavoratori delle campagne, soprattutto nel Cremonese (stessa patria più tardi di Pierre Carniti) sotto la guida di Guido Miglioli. Quest’ultimo, scomparso a Milano nel 1954, aveva anche rilasciato (lo scopriamo nel sito milanese della Cgil) un’intervista a questo giornale, nel dicembre del 1924, dal titolo «I lavoratori delle organizzazioni bianche sono anch’essi per l’unità sindacale».

            La storia s’interrompe bruscamente con il fascismo. Poi riprende al finire della guerra con il patto di Roma fra Di Vittorio, Grandi e Buozzi. Buozzi è assassinato dai nazisti e Grandi muore, nella primavera del 1946, quando è ancora uno dei segretari generali della Cgil. Giulio Pastore diventa segretario della nuova Cisl e poco dopo i sogni unitari s’infrangono. Riprenderanno negli anni 60 e 70, quando le culture s’incontrano nel crogiolo di un movimento di lotta di grande livello e qualità. E anche per lo stimolo delle Acli guidate da Livio Labor.

            Poi tutto torna a incepparsi. Siamo ai giorni nostri, con alti e bassi. Ma il tema non è mai cancellato. Proprio in questi giorni un ex dirigente del partito comunista come Emanuele Macaluso, ha preso lo spunto da un articolo firmato sull’Unità da Achille Passoni, per denunciare la contraddizione tra la facilità con cui si pensa di poter dar vita al partito democratico e le difficoltà del movimento sindacale in campo unitario. Gli ha riposto tra gli altri proprio uno dei partecipanti all’incontro in casa Cgil, Pierpaolo Baretta, sostenendo che ad ogni modo ora nel sindacato si crede nel «pluralismo convergente e autoregolamentato». Occorre accontentarsi, spiega, di «una discussione aperta e sincera… anche nella prospettiva dell’evoluzione del quadro politico». Chissà che cosa ne penserà il Cardinal Silvestrini, ospite dei "rossi" cento anni dopo. Anche perché sua eccellenza saprà che nel popolo degli iscritti della Cgil (vedi il Veneto) non mancano certo i credenti.