Il borsellino della nonna per le euromonetine

16/07/2001

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Il borsellino della nonna
per le euromonetine

Il primo gennaio 2002 arrivano i nuovi tagli e tanti spiccioli: così cambiano i portafogli e rinascono forme del passato

ALESSANDRA RETICO


ROMA – Sono stati abbandonati dalle donne almeno trent’anni fa. Gli uomini, sebbene li abbiano portati per primi e per secoli, se ne sono disfatti da epoca immemorabile diventandone, da più di mezzo secolo, acerrimi nemici. La loro ora di riscatto è pronta, segnata sul calendario: il primo gennaio 2002 l’Europa sarà invasa dal ritorno in massa dei vecchi borsellini.
Dovranno fare posto a una scrosciante cascata di euro in moneta (poco meno di 50 miliardi di pezzi in tutta Europa, 7 miliardi e 240 milioni solo in Italia per un peso di circa 40 mila tonnellate) e a circa 14 miliardi di banconote Ue (in Italia quasi due miliardi e mezzo di pezzi). I portafogli che usiamo oggi possiamo tranquillamente riporli nel cassetto, da dove dovremmo invece tirare fuori quelli vecchio stile. Che ci appariranno quasi fatti all’uopo per la nuova moneta: le banconote Ue saranno più alte e meno lunghe di quelle in lire, trovando così comoda ospitalità nel portafoglio del nonno dove già albergò il "lenzuolo" delle mille lire. Le euro monetine saranno più numerose di quelle italiane: otto tagli contro i cinque attuali.
Mentre procede spedita l’operazione di conio da parte della Zecca dello Stato («Abbiamo battuto oltre cinque miliardi di pezzi, fra tagli di un centesimo fino a due euro», conta il direttore Renato Vigezzi) con una sonante cascata giornaliera di 18 milioni di monetine, il settore della pelletteria, che ha subito un rallentamento negli ultimi tempi, sta ora lubrificando le proprie rotative. Le griffe più prestigiose, da Gucci a Samsonite, passando per Prada, Lancel, Cartier, Mandarina Duck e MhWay, si stanno convertendo con il rilancio nelle prossime collezioni autunnoinverno dei vecchi borsellini e portamonete eurocompatibili. A scatto, con zip, a bottoncino, a tacco e da taschino, tutte le varianti dei modelli di un tempo tornano ora in auge suscitando pensose riflessioni, come quella dello stesso ministero del Tesoro che in una recente newsletter impugna la questione borsellino segnalandone il glorioso ritorno.
«Snobbato a lungo, il borsellino nella versione "porta euro" sarà un must della stagione natalizia». Questa la previsione di Maurizio Castelli, responsabile delle ricerche nel settore tessileabbigliamento dell’AC Nielsen Sita, che ha condotto un’indagine sugli effetti che la rivoluzione monetaria produrrà nel mondo della pelletteria. «Non solo l’euro rilancerà un settore che l’anno scorso ha subito un calo di vendite del 12 per cento», spiega Castelli, «ma cambierà i gusti del pubblico: il borsellino sarà talmente indispensabile da risvegliare l’attenzione anche di quel pubblico più refrattario: uomini e donne giovani». Il milione e passa di portamonete che ogni anno sono stati messi sul mercato sono andati a finire infatti nelle borse delle donne e delle persone di una certa età. Secondo Castelli «solo il 15 per cento degli acquisti, meno di 200 mila pezzi, sono stati fatti per mano di uomini sotto i 54 anni e dal fronte femminile le cifre non sono più confortanti: solo 350 mila portamonete hanno fino a ieri trovato il consenso delle under 44, mentre oltre il 50 per cento dei borsellini ha sedotto signore più mature». Occhio quindi alla strenna natalizia di maggior appeal: le prossime feste saranno le ultime in cui metteremo mani al portafoglio. Quello "italiano", s’intende.