Il boom del terziario avanzato all’insegna del lavoro dipendente

06/12/2000

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Mercoledì 6 Dicembre 2000
italia – lavoro
Per la Fita l’occupazione nel 2000 è aumentata dell’11,5% sul ’99.

Il boom del terziario avanzato all’insegna del lavoro dipendente

ROMAIl terziario avanzato continua a spalancare le porte all’occupazione. E, come direbbe il candidato premier del Centro-sinistra, Francesco Rutelli, si tratta anche di buona occupazione. Le ultime stime della Fita (la federazione di imprese del terziario avanzato associata a Confindustria) parlano infatti di una crescita di posti di lavoro nel 2000 dell’11,5% contro l’8,6% registrato nel ’99 e, cosa più importante, per la maggior parte sono assunzioni stabili.

In realtà, a stupire sono soprattutto due circostanze: la prima, che il lavoro dipendente avanza a un passo molto più sostenuto di quello indipendente, 16,4% contro il 6,1%; la seconda è che questo diventa un primo segnale di cambiamento di questo settore che fino a qualche anno fa era sostenuto soprattutto da lavoratori autonomi, partite Iva, rapporti di consulenza e collaborazione. Invece, secondo le stime del 2000, l’occupazione indipendente perde slancio e, dopo anni in cui si era ritagliata i maggiori spazi, si arresta a un 6,1%, lo stesso registrato lo scorso anno.

«Le performance occupazionali continuano il loro trend positivo ma va sottolineato — ha commentato il presidente della Fita, Ennio Lucarelli — che i dipendenti superano e crescono più degli indipendenti a dimostrazione della solidità del processo di espansione del settore, determinata soprattutto dalle attività professionali in forma d’impresa». L’altra novità è che il terziario avanzato è diventato un po’ il terreno delle donne che ormai superano i loro colleghi uomini, almeno nella crescita, 13% contro un 10 per cento.

A fare un balzo in avanti sono tutti i servizi di sviluppo nell’innovazione tecnologica che ha un’incidenza sul comparto di quasi il 40 per cento: in particolare in pole position ci sono tutte le attività di informatica e su rete che mettono a segno un più 16%, cioè un avanzamento del 3% rispetto al ’99. Ma lo stacco maggiore è quello dei servizi di ricerca tecnica (dal 6,3% al 12,2%) e dell’ambiente (dal 6% al 12%) mentre la formazione fa solo un piccolissimo passo in avanti (dall’11,5% al 12%).

Anche i servizi connessi con l’outsourcing marciano a pieni giri soprattutto per quel che riguarda il recupero crediti (dal 6% al 12%) ai servizi immobiliari (dal 6,3% al 15%). I nuovi dati verranno presentati oggi nel corso di un convegno organizzato da Fita in cui si parlerà anche del sistema delle professioni in Italia a cui parteciperà il ministro della Giustizia, Piero Fassino.

Lina Palmerini