Il bonus poveri torna a 150 euro

09/11/2007
    venerdì 9 novembre 2007

      Pagina 4 – Economia

        Il bonus poveri torna a 150 euro

          Finanziaria, rispunta la class action. Niente canone Rai per over 75 indigenti

          ROBERTO PETRINI

          ROMA – Un robusto taglio alle tasse sulle imprese, fisco meno occhiuto su studi di settore e scontrini fiscali. Primo passo sui costi della politica: approvata la norma che congela per cinque anni gli stipendi dei parlamentari (bocciato invece l´emendamento di Turigliatto che voleva tagliarli del 50 per cento). Ma anche, a sorpresa, passa una norma bipartisan, firmata dall´ex presidente della Rai Sergio Zavoli e da Filippo Berselli di An, che cancella il canone televisivo per gli over-75 con un reddito inferiore a 516 euro al mese (si sa che gli ultrasettantacinquenni che pagano il canone sono circa 3 milioni).

          Se la Finanziaria ieri ha proceduto con passo cadenzato e senza scivoloni a Palazzo Madama, a poche centinaia di metri di distanza in Commissione Bilancio di Montecitorio è entrato nel vivo il dibattito sul decretone collegato alla manovra 2008. E proprio lì è giunta la conferma dell´intenzione del governo e della maggioranza di cancellare l´emendamento del «dissidente» Rossi (costo 2 miliardi), approvato in Senato, che raddoppiava il bonus per i più poveri riportandolo a 150 euro. La modifica (che prevede l´erogazione in dicembre) fa parte di un pacchetto presentato ieri per conto del governo dal sottosegretario Lettieri che ha fatto indignare Ferdinando Rossi: «Tanto dal Senato devono ripassare…», ha minacciato.

          La Finanziaria? «Fila liscia come l´olio», ha detto ieri la capogruppo del Pd al Senato Finocchiaro. E gli scrutini fin dalla mattina sono proseguiti garantendo uno scarto di 6 voti a favore della maggioranza: addirittura, in qualche caso, si sono formati schieramenti bipartisan. Oltre che nel caso Rai, la convergenza si è verificata nell´emendamento che attribuisce all´Agenzia delle entrate l´«onere della prova» sugli accertamenti sugli studi di settore evitando che cada sul contribuente il compito di dimostrare la propria «innocenza».

          Nel merito delle misure fanno passi in avanti, con l´approvazione di ieri, le norme che tagliano l´Ires e l´Irap a fronte di un allargamento della base imponibile. Per i piccoli lavoratori autonomi (ricavi fino a 30 mila euro) arriva il forfait: potranno optare per una aliquota unica del 20 per cento. Si lega al pacchetto imprese anche la conferma, con l´ok di ieri, l´abolizione della cosiddetta gogna-fiscale e l´introduzione del riccometro per l´Isee.

          Giunto all´articolo 8 (su 97 complessivi) il Senato ha di fronte ancora circa 400 emendamenti e relative votazioni. Mentre alcuni nodi restano aperti: il primo è quella della class action (cause di risarcimento collettivo dei risparmiatori) che ieri è stata rilanciata dalla coppia Manzione-Bordon (Ud). L´altro è quello del tetto agli stipendi dei manager pubblici: i diniani sono contrari.

          Con la seduta di ieri arrivano anche altre norme di carattere sociale: come la detrazione di 250 euro per l´abbonamento al bus e la conferma della detrazione fino ad un tetto di 636 euro per le rette degli asili nido. Mentre Rosi Bindi ha proposto congedi per i nonni che voglio accudire i nipotini (la misura entrerà in un collegato).