Il bonus frena anzianità vince al Nord

18/05/2005
    mercoledì 18 maggio 2005

      NORME E TRIBUTI – pagina 25

        PENSIONI • Le indicazioni Inps sull’incentivo a ritardare il ritiro segnalano che il 53,4% delle istanze proviene dalle Regioni settentrionali
        Il bonus frena anzianità vince al Nord
        Accolte 26mila domande sulle 36.600 presentate fino al
        1°aprile Risparmi complessivi per 1.090 milioni

        GIANLUCA DI DONFRANCESCO

        ROMA • Maschio, settentrionale, dipendente dell’industria e con un reddito medio alto. È l’identikit del lavoratore interessato al bonus per il posticipo della pensione di anzianità. L’incentivo, introdotto con la riforma del sistema previdenziale varata la scorsa estate, frutterà all’Inps un risparmio di 1.090 milioni di euro tra settembre 2004 e tutto il 2007.

        Sono i dati che emergono dal terzo rapporto dell’ufficio di valutazione e controllo strategico dell’Inps sugli effetti del bonus. Il monitoraggio fotografa la situazione al 1 ? aprile 2005. In tutto, sono arrivate all’istituto 36.602 richieste di incentivo: 25.966 sono state accolte (il 28,1% in più rispetto a febbraio) e 1.501 respinte (+ 29%), mentre diminuisce del 16% la giacenza delle istanze ancora da esaminare (sono 8.209). Gli incentivi effettivamente erogati sono 25.940. Nel 2004, le domande di pensione di anzianità sono state 292.600 (18,7%) e nel corso del 2005 si stima un ulteriore calo di 80mila istanze.
        Il boom delle domande di bonus si è registrato a ottobre del 2004, quando ne sono arrivate oltre 19mila (il 53% del totale). Poi il flusso è calato in modo drastico, fino ad attestarsi al ritmo di circa 2mila richieste al mese nel primo trimestre 2005.

        Il risparmio generato dall’incentivo è dato dalla differenza fra circa 2.490 milioni di minori uscite e i 1.400 milioni di minori entrate.
        All’alba dell’operazione si ipotizzavano effetti economici più consistenti.

        E la prima nota di variazione al bilancio preventivo 2005 dell’Inps stimava 56.800 bonus concessi entro il 2005, di cui 36mila a lavoratori che, in assenza di incentivi, avrebbero invece chiesto la pensione.

        Il picco del risparmio è atteso comunque quest’anno, perché le minori uscite dovrebbero raggiungere il valore massimo ( 840,84 milioni). I tecnici dell’istituto sono ancora al lavoro per raggiungere una stima più precisa degli effetti dell’incentivo. Il Civ, a marzo, ha infatti chiesto di definire un indice di propensione al pensionamento per valutare più correttamente il fenomeno del posticipo. Tuttavia l’ufficio di valutazione e controllo strategico non ha ancora messo a punto questo parametro.
        Il bonus conferma la sua scarsa capacità di attrattiva sulle lavoratrici: meno del 10% delle domande presentate arriva infatti da donne. Il 68,1% delle richieste arriva invece dagli iscritti al Fondo pensione per i lavoratori dipendenti. L’incentivo viene richiesto soprattutto da lavoratori con elevata anzianità contributiva: il 41,3% ha almeno 38 anni di servizio alle spalle, mentre il 17,6% ne ha almeno 40.

        Il 53,4% delle istanze arriva dalle Regioni del Nord, la sola Lombardia si attesta al 23,9 per cento. Il Centro conta il 27,6% delle richieste, mentre Sud e Isole si fermano al 19 per cento. In Lombardia si concentra anche il maggior numero di istanze già accolte: il 26,7% del totale, pari al 79% delle richieste pervenute nella Regione.

        Tra chi richiede il bonus (ottenendo tutti i contributi versati da lavoratore e azienda in busta paga, esentasse) i redditi molto elevati sono una minoranza; la maggior parte delle richieste, però, arriva da lavoratori con stipendi medio alti. Il 62,6% dei lavoratori che ha richiesto l’incentivo guadagna infatti più di 30mila euro, mentre il 52% percepisce dai 30mila a 100mila euro. Il monitoraggio mostra poi un calo del peso della classe d’ingresso, quella con meno di 20mila euro di reddito, che ora si attesta al 13,9 per cento.

          Oltre la metà delle domande viene da dipendenti di aziende industriali (55,3% del totale), seguono il settore del commercio (17,5%) e quello del credito ( 14,6%). Il maggior interesse per la misura si riscontra, infine, tra gli impiegati (45,3%), che staccano operai (25,1%), quadri (14,8%) e dirigenti (14,8%).