Il blitz reggiano sulle farmacie fa litigare le centrali coop a Modena

06/12/2001




          giovedì 6 dicembre 2001




           

          Il blitz reggiano sulle farmacie
          fa litigare le centrali coop a Modena

          Modena non ci sta: la notizia secondo cui le Fcr reggiane hanno acquistato – in cordata con la Coop Nordest – il 39% delle farmacie d’oltre Secchia non raccoglie commenti positivi. «L’unico dato positivo è che le farmacie comunali restano in mani locali. Ma nell’esito della gara ci sono diversi altri aspetti che non ci entusiasmano» dice il presidente di Confcooperative modenese, Gaetano Orlandi.
          «Delle farmacie comunali avevamo parlato con il presidente di Legacoop di Modena, Stagi, pochi mesi fa – dice Orlandi -. Avevamo ipotizzato di impegnare risorse comuni per una nuova esperienza di cooperazione "unitaria", suggerendo per primi di verificare la possibilità di intervenire proprio sulle farmacie comunali. Ora Legacoop conclude l’operazione senza nemmeno passarci parola e seguendo, oltretutto, una logica squisitamente capitalistica. Senza contare che in tutta la vicenda c’è un aspetto curioso: alla cordata che rileva una quota delle ex farmacie comunali di Modena (privatizzate) partecipano le farmacie comunali di Reggio». Secondo Confcooperative questa operazione stimola qualche riflessione anche sul recente dibattito riguardante le modifiche al diritto societario. L’emendamento La Malfa era stato bollato da Legacoop come «un’azione punitiva, un atto di una gravità senza precedenti». In particolare la disposizione con la quale si intendeva agevolare la trasformazione delle coop non mutualistiche in spa aveva fatto dire ai dirigenti Legacoop: «Vogliono cancellare il movimento cooperativo, ci costringono a trasformarci in società di capitali». Un attacco frontale, che provoca la reazione adirata della Lega delle Cooperative. «La lettura delle dichiarazioni del Presidente provinciale di Confcooperative Gaetano Orlandi mi lascia esterrefatto: da cosa o da chi sono ispirate? – è il commento del presidente di Legacoop, Stefano Stagi -. Appaiono gratuite, offensive e false».