Il Bingo in crisi cambia i vertici

25/06/2003



        Mercoledí 25 Giugno 2003


        Il Bingo in crisi cambia i vertici
        GIANNI DRAGONI


        ROMA – Ribaltone nel Bingo. Luciano Consoli e Vincenzo Scotti hanno lasciato le organizzazioni che erano il motore del gioco lanciato tre anni fa, durante il governo D’Alema, e mai decollato come speravano i promotori. I concessionari riuniti nell’Ascob lanciano l’ennesimo allarme sulle difficoltà del settore: settemila addetti e meno di 220 sale aperte su 306 concessioni rilasciate, dieci sale fallite, 80 già chiuse e altre 100 potrebbero chiudere nei prossimi tre mesi.
        Gli operatori chiedono un rilancio attraverso interventi dei Monopoli di Stato che consentano di alzare il montepremi, attraverso l’interconnessione delle sale, l’installazione delle slot machine, «una campagna promozionale istituzionale», cioè a carico dello Stato.
        «Al direttore dei Monopoli basterebbero quattro settimane per introdurre queste modifiche. E in sei mesi il Parlamento potrebbe varare una riforma per abbinare al Bingo un altro gioco, come le scommesse», spiega Luciano La Ventura, da pochi giorni presidente dell’Ascob, l’associazione dei concessionari. Le richieste sono inserite in una lettera inviata al 16 giugno al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.
        «Il gettito del Bingo è del 30% inferiore al previsto. Nell’intero 2002 il gioco ha raccolto circa 520 milioni e il 23,8% è andato al fisco, circa 123 milioni. Nel 2003 c’è una crescita, in sei mesi il fatturato è di circa 310 milioni», secondo La Ventura. Nato a Napoli 47 anni anni fa, ex responsabile dei pagamenti di una Asl, La Ventura è presidente del Consorzio nazionale sale Bingo e ha sostituito all’Ascob l’ex ministro Dc Vincenzo Scotti. Questi ha lasciato anche la presidenza di Formula Bingo, il «provider» per il Bingo, cioè fornitore di servizi per chi voleva aprire una sala: era la grande promessa di Luciano Consoli, ex militante del Pci, editore vicino a Massimo D’Alema (è amministratore delegato dell’editrice del quotidiano Il Riformista), approdato a Formula Bingo come vicepresidente.
        Incalzato da legioni di delusi, anche Consoli ha lasciato la società «provider», che ha i conti in profondo rosso. «C’era Formula Bingo, un provider, il presidente era Scotti, era anche presidente dell’Ascob. Non esistono più questi personaggi. Adesso il mondo del Bingo è rappresentato dagli imprenditori», ha detto La Ventura, affiancato dagli operatori principali in Italia, Bingo Gest di Antonio Porsia, la spagnola Codere, Lottomatica.
        «Formula Bingo ha un consiglio dimissionario che dovrebbe portare i libri in Tribunale. Stiamo cercando di rilevarli», ha riferito La Ventura. Gli ulivisti Scotti e Consoli hanno fatto un passo indietro per favorire il dialogo dell’associazione con il Centrodestra? «Più che fare un passo indietro, direi che sono scappati», taglia corto La Ventura.
        Vittorio Casale, consigliere delegato di Codere Italia, nove sale e 60 milioni di euro di ricavi, ha detto che la società spagnola non parteciperà alla ricapitalizzazione di Formula Bingo: «Avevamo il 4%, ma ci siamo chiamati fuori».
        C’è un riassetto che riguarda anche Formula Giochi, la holding animata da Consoli per creare il cosiddetto «terzo polo» delle scommesse.
        Per Formula Giochi è in corso una ricapitalizzazione che dovrebbe essere completata entro il 25 luglio. Secondo Casale «la Sisal acquisirà l’89% della società, Meliorbanca potrebbe avere circa il 10%».