Il bilancio del turismo 2005? Una Caporetto

28/07/2005
    giovedì 28 luglio 2005

    PRESENTATO IL CONSUNTIVO DI METÀ ESTATE: SEI MILIONI IN MENO DI VACANZIERI E PER LE AZIENDE DEL SETTORE UN CROLLO DI 4 MILIARDI DI EURO

      Il bilancio del turismo 2005? Una Caporetto

        Preferito sempre più l’estero. Federalberghi: subito investimenti e sgravi fiscali

          Raffaello Masci

            ROMA
            Meno vacanze per tutti. Per il quarto anno consecutivo il turismo italiano perde colpi, profitti, presenze e quote di mercato. Gli italiani che vanno in vacanza nei mesi estivi sono diminuiti di sei milioni rispetto allo scorso anno e le aziende del settore lamentano un crollo del fatturato di 4 miliardi di euro. Il peggioramento della situazione è graduale ma costante dal 2002: passato il Giubileo del 2000 e l’«effetto Giubileo» del 2001 (bruscamente interrotto dai fatti dell’11 settembre), dal 2002 in poi il bilancio del nostro turismo è stato ogni anno peggiore. Il presidente di Federalberghi-Confturismo, Bernabò Bocca, presentando il consueto bilancio di metà estate, ha parlato di una «Caporetto», i cui effetti sul fatturato si sono già visti e quelli sull’occupazione (due milioni in totale gli addetti al settore) si vedranno a breve.

              A guardare i numeri dei pernottamente alberghieri, il calo non appare evidente: -0,7% (da 75,1 milioni a 74,6) ma all’interno di questo dato si osserva che mentre gli stranieri che sono venuti nel nostro Paese sono aumentati del 2,8%, a indicare il forte richiamo dell’Italia artistica e il favorevole rapporto qualità-prezzo, gli italiani sono diminuiti del 3,6%.
              La minore disponibilità dei nostri connazionali ad andare in vacanza ha anche altri due riscontri. Il primo, e più eclatante, è la diminuzione di sei milioni (da 29 a 23) di quanti hanno fatto o si apprestano a fare una vacanza estiva. Il secondo riguarda le destinazioni: sempre più estero (dal 19,2% dello scorso anno al 26,9% di quest’anno) e sempre meno Italia (dal 78 al 70 per cento). Il motivo di entrambe queste scelte è, per un italiano su tre, economico: ci sono meno soldi da investire in vacanze, e l’estero – quello dei paesi poveri a basso costo del lavoro – è più a buon mercato.

                Comunque, rileva Federalberghi-Confiturismo, la bilancia valutaria del turismo per i primi cinque mesi di quest’anno ha perso il 5,5%: si spende meno, per meno giorni, e il settore è in sofferenza. «A questo punto – ha dichiarato il presidente Bernabò Bocca – necessitano vere misure urgenti. Non c’è più margine per compromessi se vogliamo avere una prospettiva di rilancio già per il 2006. Occorre stringere un patto con il governo e le forze sociali per contenere prezzi e tariffe di tutta la filiera del turismo, per ridurre la crescita dei costi per le imprese e favorire l’occupazione con interventi di sostegno».

                  «La Legge Finanziaria per il 2006 – dice ancora Bocca – deve affrontare con coraggio iniziative in campo fiscale, infrastrutturale e della promozione. Occorre allineare l’Iva a quella dei nostri principali competitori (Francia e Spagna), orientare allo sviluppo turistico le infrastrutture nel Mezzogiorno, destinare alla promozione investimenti importanti». In realtà, dopo che l’Italia, da prima che era, è scesa al quinto posto al mondo come meta turistica, sorpassata anche dalla Cina, e dopo una sequenza infinita di incontri con le organizzazioni di settore (oltre a Confturismo, anche Federturismo e Assoturismo) il governo ha capito che la materia turistica, affidata alle regioni, serviva solo a moltiplicare le spese e a ridurre sempre di più i risultati (come si fa a promuovere in Giappone la Basilicata, per dire, difficile da localizzare, quando non si promuove il marchio Italia?) Il recente decreto sulla competitività ha capito questo problema e ha introdotto un «soggetto nazionale forte» per la promozione dell’Italia, trasformando l’Enit in agenzia nazionale per il turismo. Il bilancio di 25 milioni di euro è stato portato a 45, e la gestione è stata affidata ad un comitato di nomina delle regioni. Ma queste ultime non si sono messe d’accordo, il bilancio è bloccato e l’Enit è commissariato. Negli ambienti imprenditoriali del turismo si dice che la situazione non si sbloccherà prima delle prossime elezioni. E così, dopo un 2005 pessimo, dobbiamo attenderci un 2006 catastrofico.