Il Belpaese perde oltre il 50% di turisti europei

23/07/2004


         
         
         
         
        ItaliaOggi Turismo
        Numero 175, pag. 15 del 23/7/2004
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        Il Belpaese perde oltre il 50% di turisti europei
         
         
        L’Italia resta la meta più desiderata nei sogni dei viaggiatori. Anzi, se nel 2003 raccoglieva l’83,1% delle richieste presso i tour operator europei, quest’anno ottiene ben il 96,3% di preferenze. Alle sue spalle, molto lontane, ci sono la Spagna (39,7%) e la Francia (39,4). Tutto bene? A una prima, sommaria analisi dei risultati presentati ieri dall’Osservatorio nazionale sul turismo di Unioncamere-Isnart si direbbe di sì. Ma guardando bene tra i numeri, si osserva che, di questa moltitudine di amanti dell’Italia, soltanto il 39% poi effettivamente acquista un pacchetto vacanze per trascorrere un soggiorno in qualche località del Belpaese. Più del 50%, volente o nolente, cambia idea e opta per le vicine Spagna (39,7%) e Francia (39,4%). I motivi sono purtroppo ben noti agli addetti ai lavori e non: costi troppo alti, poche infrastrutture e collegamenti efficienti, diversità di trattamento e di servizio a parità di prezzo da una struttura ricettiva all’altra e da regione a regione.

        ´L’Italia ha un enorme potenziale ancora parzialmente sfruttato e tanto gli operatori privati, quanto le istituzioni pubbliche devono saperlo cogliere meglio, per trasformare questo vantaggio competitivo in fidelizzazione del visitatore’, mettono in evidenza i ricercatori dell’Isnart. D’altronde, non è produttivo gloriarsi del fatto che l’Italia abbia rafforzato la propria capacità competitiva nei confronti delle altre destinazioni dirette concorrenti. Basterebbe indicare il dato relativo ai risultati del giro d’affari per dimostrare che c’è stato un netto calo del fatturato medio verso l’Italia dei t.o. interpellati: gli operatori che hanno realizzato per l’Italia fatturati inferiori ai 50 mila euro sono passati infatti da una quota del 39 al 60% di quest’anno. E non è sufficiente legare questa flessione alla tendenza generale a fare soggiorni sempre più brevi.

        Sul fronte dei prodotti turistici più richiesti dagli europei si conferma il primo posto delle città d’arte (Lazio, Toscana e Veneto), seguite dalle località balneari (Emilia Romagna, Toscana e Veneto). In ascesa, seppure ancora mercati di nicchia, l’agriturismo e l’enogastronomia, che vede primeggiare la Toscana, rispettivamente con una quota pari al 76,5 e al 51,3%. In crescita anche Piemonte, Emilia Romagna e Sicilia. Il Trentino primeggia per il turismo montano e sportivo, mentre la Lombardia per i laghi. Nel segmento terme, è sempre la solita Toscana che raccoglie più della metà del mercato estero (54,4%).