Il bar diventerà locale polivalente

07/03/2003

ItaliaOggi (Aziende e Affari)
Numero
056, pag. 11 del 7/3/2003
di Elena Rembado



Progetto pilota Ue da 3,76 mln gestito dalla Fipe.

Il bar diventerà locale polivalente

Nuovi format di pubblico esercizio, per evitare il rischio colonizzazione. Il bar cambia pelle e diventa polivalente: non più solo snack e cappuccini, ma anche viaggi, Internet, libri, abbigliamento, oggettistica. È la cosiddetta ibridazione, protagonista di un progetto pilota, da 3,76 mln di euro, finanziato in parte dall’Unione europea (1,77 mln) e in parte dai privati (1,99 mln) e gestito dalla Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) per conto del Ministero delle attività produttive, prova generale in attesa dell’estensione della legge 488/2001 al settore del pubblico esercizio. Le imprese coinvolte nell’esperimento, che ha visto la creazione di 92 nuovi posti di lavoro (con investimento per occupato di 41.000 euro), sono state 23 (20 in regioni del Sud, 2 in Umbria, una in Toscana), perlopiù ristoranti (39,2%), caffè (21,7%), bar, pasticcerie e gelaterie (21,7%). Ma questo, secondo la Fipe, è solo il punto di partenza. La Finanziaria dell’anno scorso ha, infatti, esteso le agevolazioni della legge 488 anche a bar e ristoranti. Manca solo il varo del regolamento, che le associazioni di settore attendono ormai da mesi. Ne parlerà oggi a Roma il ministro delle attività produttive Antonio Marzano, tirando le fila del convegno ´L’innovazione nel settore del pubblico esercizio’, promosso da Fipe e Confcommercio. ´Il mercato italiano dei consumi alimentari fuori casa (200 mila aziende, con 45 mld di euro di fatturato annuo e 750 mila addetti ndr)’, ha detto Edi Sommariva, direttore generale Fipe, ´passerà nei prossimi 15 anni, dall’attuale 30%, al 45% dei consumi alimentari totali. È, dunque, in forte crescita e particolarmente appetibile per i grandi gruppi stranieri, col rischio di omologazione dell’offerta e standardizzazione di servizi e prodotti. La strada da percorrere è quella di un patto di filiera per ottimizzare i rapporti tra produttori, distributori e pubblici esercizi ed enfatizzare i processi di innovazione’.

´Il progetto Nuove strutture di somministrazione/distribuzione’, ha dichiarato a ItaliaOggi Sergio Billè, presidente Confcommercio e Fipe, ´ha visto, per la prima volta, un privato (in questo caso la Fipe) come intermediario tra pubblico e imprese: una scelta vincente che ha portato alla nascita di nuove realtà imprenditoriali in aree depresse e ha contribuito a superare quell’equazione, peraltro nient’affatto dimostrata, tra piccola impresa e ostinata conservazione del passato’.