Il 40% delle famiglie fa gli acquisti a rate

27/03/2003



              Giovedí 27 Marzo 2003


              Il 40% delle famiglie fa gli acquisti a rate

              Ipsos-Explorer: consumi frenati da scarsa liquidità


              MILANO – Le famiglie italiane a reddito medio sarebbero intenzionate ad incrementare i consumi ma sono decisamente frenate dalle aspettative non positive sul tenore di vita, e si stanno leccando le ferite delle gravi perdite accusate sul fronte degli investimenti finanziari. Questo in sintesi il quadro emerso dalla indagine realizzata da Ipsos-Explorer su mille famiglie italiane definite "benestanti" ossia con un reddito superiore ai 30mila euro. Il campione è rappresentativo del 36% delle famiglie italiane dal punto di vista numerico, ma ai nuclei "benestanti" fanno capo il 66% delle attività reali e l’88% delle attività finanziarie per il 70% della ricchezza netta. L’indagine Ipsos-Explorer (che sarà realizzata tre volte l’anno) sottolinea che le entrate da attività finanziarie sono in drastico calo e che almeno il 24% delle famiglie ha accusato perdite sensibili. Dello stock di risparmio in questo momento solo una quota molto bassa viene indirizzata sui consumi (11%) mentre una parte apprezzabile finisce nel comparto immobiliare (28%) che controbilancia l’allontanamento dal settore finanziario. Le famiglie per finanziarie i consumi devono ricorrere sempre di più al credito allo scopo di sopperire alle carenze di risorse. Il 40,4% dei 22 milioni di famiglie italiane ricorre stabilmente al credito al consumo – rilevano all’Assofin – e il settore ha ancora un elevato potenziale di crescita. Le operazioni eseguite con carte revolving (ossia di rateizzazione) ammontano a più di 22,7 milioni. Gli italiani ricorrono al credito al consumo soprattutto per l’acquisto di elettrodomestici (1.633.525 operazioni), che battono così le automobili nuove, in seconda posizione con 1.070.402 operazioni effettuate. Sul fronte dei prestiti diretti, continua Assofin, il numero di operazioni effettuate ammonta invece a 769.166, a fronte del 594.152 per l’acquisto di mobili. Il mercato del credito al consumo è destinato a crescere anche grazie all’accordo Basilea 2, che prevede «per il credito al consumo un riconoscimento di minor rischiosità e quindi un minor assorbimento di capitale» ha sostenuto il direttore generale dell’Abi, Giuseppe Zadra. Basilea2 – ha ribadito Zadra – «ci aiuterà ad espandere il mercato del credito al consumo, che in Italia continuerà a crescere seppur a tassi decrescenti, a causa dell’evoluzione demografica e della maggiore concorrenza».
              V.CH.