Il 30% di Sisal a Efibanca e Meliorbanca

11/02/2003




Martedí 11 Febbraio 2003


Il 30% di Sisal a Efibanca e Meliorbanca


MILANO – Meliorbanca e Efibanca sono i nuovi azionisti della Sisal (la società che gestisce il Superenalotto e altri giochi, con una quota di mercato di circa il 20%), ciascuna con il 15% del capitale. Alla famiglia Molo, fondatrice della società e azionista di controllo con circa il 90% del capitale, si affiancano quindi due banche d’affari. Tuttavia l’azionariato è destinato a cambiare ancora. Mentre infatti Efibanca intende mantenere in portafoglio la sua quota (almeno in breve periodo), Meliorbanca avrebbe sottoscritto un accordo con la famiglia Molo per ridurre immediatamente la sua quota a valori assolutamente risibili, pari a poco più dell’1%, mentre la parte restante (quindi una partecipazione compresa tra il 13 e il 14%) dovrebbe essere subito "girata" alla Eurogiochi, una società di diritto lussemburghese creata ad hoc. Difficile dire cosa ci sia realmente dietro a questa decisione. Gli azionisti della finanziaria lussemburghese, come peraltro consente il diritto del Granducato, potranno restare sconosciuti all’infinito. Potrebbe essere stata la stessa famiglia Molo ha ideare questo escamotage per restare proprietaria di una quota superiore a quella ufficiale. Oppure ci potrebbe essere un compratore già in attesa, ma forse non ancora disponibile a fare il suo ingresso ufficiale nel capitale della società. Una mossa comunque inattesa, alla luce dell’esigenza di trasparenza che era emersa già in passato. Gli azionisti storici infatti nel ’99 erano stati inquisiti dalla Procura di Milano per falso in bilancio e frode fiscale. Proprio quei fatti avevano portato la società in rotta di collisione con il ministero delle Finanze, al quale era ovviamente legata dalla concessione per l’esercizio dei giochi e delle scommesse. Rodolfo Molo aveva quindi abbandonato la presidenza a favore di un personaggio pubblico come Antonio Baldassarre (ex presidente della Corte Costituzionale e attuale presidente della Rai) e aveva preso contestualmente l’impegno ad aprire il capitale a nuovi azionisti, possibilmente con la quotazione in Borsa, per garantire una maggiore trasparenza. In realtà la quotazione non venne mai attuata, anche se forse l’ingresso nel capitale di Efibanca e Meliorbanca potrebbe essere propedeutica alla Borsa. Per ora l’azionariato diffuso è stato garantito solo dai ricevitori, che nel 2000 hanno sottscritto circa il 3% del capitale.
M.CAV.