Il 2009 si conclude con segno negativo, cancellate 800 aziende. Molti negozi dopo la stagione dei saldi rischiano di chiudere Il bilancio

11/02/2010

Non tutte le vetrine sfavillanti degli ultimi giorni di saldi continueranno a brillare a liquidazioni finite. La crisi morde, dopo un anno in cui si è registrato un calo delle vendite stimato nel 4,5% e si è assistito in città alla chiusura di oltre 800 aziende di commercio all’ingrosso e al dettaglio. Il destino di molti altri è già segnato: chiude i battenti in piazza Galileo, dopo oltre 20 anni di attività, lo storico Solo Seta; via D’Azeglio svuota il civico 16 dai capi di lusso per l’uomo di New Dandy e tra via dell’Archiginnasio e Galleria Cavour rimangono solo i cartelloni a promettere le nuove luci di Twin Sete Brunella Cucinelli dopo la scomparsa di Pollini e di Cacao. Le speranze sono che anche stavolta succeda quello che negli anni si è visto accadere soprattutto tra via Indipendenza e via Ugo Bassi: ai negozi storici bolognesi che chiudevano, si sono subito sostituiti le grandi monomarca internazionali. Su via Ugo Bassi, ad esempio, il francese Etam è stato velocemente sostituito dallo store degli austriaci di H&M. In qualche caso, anche stavolta sarà così: New Dandy, ad esempio, ha già trovato una nuova collocazione in via Marescalchi e al posto di Solo Seta a marzo riaprirà, seppur ridimensionato, il negozio di casalinghi Natali che aveva chiuso lo scorso dicembre. «Il 2010 sarà ben peggiore del 2009 – dice Sergio Ferrari, presidente di Confesercenti – l’ulteriore calo dei consumi è palpabile e questo incide nelle decisioni dei commercianti di tirare giù definitivamente la serranda».