Il 2006 ci porterà una stangata da 1.100 euro

02/01/2006
    mercoledì 28 dicembre 2005

      Pagina 12 – Economia & lavoro

      Il 2006 ci porterà una stangata da 1.100 euro

        A tirare la volata, benzina, luce, gas e riscaldamento. Un’indagine di IntesaConsumatori

          di Luigina Venturelli / Milano

            STANGATA – Nessun sospiro di sollievo per la conclusione di un 2005 contrassegnato da rincari e salassi ai poveri bilanci dei consumatori italiani: il nuovo anno potrebbe rivelarsi anche peggiore di quello ormai giunto al termine. Se nei primi dieci mesi del 2005 il Tesoro ha registrato rincari del 5,1% dei prezzi liberalizzati, nel 2006 gli aumenti di prezzi e tariffe causeranno ad ogni famiglia nuovi esborsi per 1.100 euro.

              A stimare l’ennesima stangata è l’Intesaconsumatori, secondo cui la bolletta del gas salirà di 165 euro annui, quella della luce di 38 euro e quella del riscaldamento di 155 euro. Non meno doloroso è il capitolo relativo alle spese dei trasporti: per il pieno dell’auto gli italiani si ritroveranno a sborsare 165 euro in più, a cui vanno aggiunti altri 26 euro per l’assicurazione Rc Auto e 25 euro per i pedaggi autostradali, mentre dalle tariffe ferroviarie giungerà un aggravio di 42 euro. Immancabile nell’elenco dei rincari è la voce relativa ai servizi bancari (già cresciuti del 9,2% nel corso del 2005) che costeranno 42 euro in più all’anno.

                A questi umenti già previsti si aggiungeranno poi «le ricadute dei maggiori costi dell’energia dei processi industriali e dei trasporti commerciali», tanto che si prevedono aumenti del 4% sugli alimentari, e dello 0,7% sugli altri beni non alimentari. Le somme dell’Intesa consumatori si chiudono quindi con maggiori costi di 216 euro a famiglia per i beni alimentari e di 203 euro per gli altri prodotti di largo consumo. Incrementi che l’esecutivo «con una sana politica di controllo rigoroso di prezzi e tariffe e di maggiore concorrenza» avrebbe potuto controllare. Invece, denunciano Codacons, Adusbef, Federconsumatori ed Adoc, non è andata così: «Nonostante le promesse da marinaio del governo, che soltanto a parole si è impegnato a combattere l’inflazione, senza intaccarla minimamente, le previsioni di spesa per le famiglie nel 2006 continuano ad essere preoccupanti, con una stangata in arrivo pari a 1.100 euro».

                  L’orizzonte è dipintoa tinte oscure anche da Confservizi: «Chi si meraviglia della crescita delle tariffe e dei prezzi controllati nel 2005 – spiega il presidente Raffaele Morese – deve sapere che nel 2006 può andare peggio. Per evitarlo, occorrerebbe una strategia di concertazione che, allo stato dell’arte, non c’è». La strategia «urgente e necessaria» ancora tutta da costruire «dovrebbe fondarsi su tre linee: fissare un incremento per tutti entro l’inflazione prevista per il 2006, concordare un price-cap credibile per ciascun settore per fare in modo che la produttività assorba parte degli aumenti eccedenti il tetto prefissato, intervenire fiscalmente e con misure di reale liberalizzazione nei settori più influenzati da fattori esogeni, come il prezzo dei prodotti energetici acquistati all’estero». Per questo «sarebbe sensato che il governo prevedesse di convocare un tavolo triangolare con le parti sociali per decidere gli interventi da adottare».