Il 15° Congresso nazionale della Filcams CGIL aperto dalla relazione della Segretaria Generale Maria Grazia Gabrielli

27/11/2018
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Il 15° Congresso nazionale della Filcams CGIL aperto dalla relazione della Segretaria Generale Maria Grazia Gabrielli. “Dobbiamo continuare ad affermare i valori del nostro sindacato, che è antifascista e che fa della solidarietà, dell’integrazione e dell’accoglienza la propria pratica, cardini della coesione sociale”.  Si è aperto questo pomeriggio con la relazione della segretaria generale Maria Grazia Gabrielli il 15mo congresso nazionale della Filcams Cgil, la categoria più numerosa per lavoratori attivi della Cgil.
Gabrieli ha innanzitutto ringraziato tutti quanti hanno dato vita negli ultimi mesi al percorso congressuale che si chiuderà giovedì prossimo 29 novembre con il rinnovo del vertice e la pressoché scontata riconferma della segretaria uscente
“Abbiamo realizzato 7.219 assemblee di base – ha ricordato Gabrielli – durante le quali hanno partecipato al voto 161.724 iscritte e iscritti, ampliando la partecipazione alla discussione sui documenti rispetto al congresso precedente”.
Il senso profondo del congresso si è espresso “nei tempi e luoghi in cui ci siamo dedicati all’ascolto, alla discussione e al confronto, in modalità libera e spontanea sui temi sociali e del lavoro”.
Dopo i dovuti ringraziamenti la relazione è entrata nel vivo dell’azione sindacale della categoria, che vedrà ancora protagonisti le migliaia di persone, donne e uomini, giovani e meno giovani, che hanno desiderio di impegnarsi e sentirsi protagonisti.
Passaggio inevitabile, nell’analisi del presente, quella che porta a sottolineare la regressione materiale e morale che attraversa il Paese, e che rischia di fossilizzarsi e trasformarsi in “sistema”.
“Prendendo posizione sul tema dei migranti, della sicurezza, delle diversità – ha detto Gabrielli – credo sia necessario soffermarci sulle trasformazioni in corso, a partire da quelle che riguardano il ruolo e le responsabilità della politica rispetto a questo mutamento di clima nel Paese”.
“C’era necessità di soluzioni – ha detto la segretaria uscente – per un fisco più equo, di risposte sulle pensioni, sullo sviluppo e sugli investimenti per creare lavoro, sul Sud del Paese. Soluzioni e risposte che sono invece mancate e continuano a essere latitanti. Il tema sicurezza non si risolve con le ruspe, chiudendo i porti non si arresta un’invasione barbarica, sostenendo ed enfatizzando il “prima gli italiani”, che fa il paio con “aiutiamoli a casa loro. Con forza dobbiamo continuare ad affermare i valori del nostro sindacato, un sindacato antifascista, che fa della cultura della solidarietà, dell’integrazione e dell’accoglienza la propria pratica, perché cardini della coesione sociale. Tutto questo ha un’intima connessione con il lavoro, nella relazione che sempre c’è stata e continuerà ad esserci tra libertà e lavoro”.
E sui temi più prettamente legati al lavoro la Segretaria Generale ha ricordato che “i numeri sull’occupazione, le statistiche, mettono sullo stesso piano contratti a chiamata, anche di un solo giorno, contratti a termine e tipologie a tempo indeterminato, mescolando condizioni e qualità del lavoro non omogenee e che influenzano profondamente la vita delle persone”.
Nella propria relazione Maria Grazia Gabrieli ha voluto ricordare la centralità dell’autonomia, anche di giudizio sulla politica, del sindacato “una autonomia di giudizio che va preservata ma che non diventerà mai indifferenza alla politica, anche quando abbiamo dovuto vivere l’amarezza di una politica non sempre con la P maiuscola. Incalzeremo il Ministro Di Maio e il governo alla coerenza”.
Questo Congresso riconferma per la Filcams l’importanza della contrattazione a tutti i livelli. “La risposta – ha detto ancora Gabrielli – è rilanciare e non rinunciare alla possibilità di tracciare un orizzonte diverso, perché attraverso la contrattazione passano le risposte di cui hanno bisogno le lavoratrici ed i lavoratori, per migliorare condizioni di lavoro e retribuzione”.
“Vogliamo continuare – ha concluso Gabrielli – ad esercitare il nostro ruolo, attraverso un pensiero ed un’azione collettiva, perché nel collettivo c’è l’identità, nel collettivo c’è l’appartenenza, perché nel collettivo si trova la sintesi che valorizza le soggettività, perché nel collettivo c’è l’uguaglianza come quella che vogliamo rinsaldare nei nostri contratti nazionali di lavoro.
Nel collettivo c’è un sindacato capace di cambiare ma che nel cambiamento non modifica i suoi valori ed i suoi obiettivi”.

All’assemblea sono giunti anche i saluti, in video, di Carlo Smuraglia, presidente emerito dell’associazione partigiana ANPI e di Gastone Malaguti, partigiano e storico dirigente Filcams. Nelle loro parole tutta la preoccupazione per un clima di odio e razzismio che, in un non così azzardato parallelismo, può portare a nuove forme di fascismo. “Il sindacato – ha detto Smuraglia – deve mettere in campo tutta la sua forza per combattere questa deriva, facendo valere i propri valori”.