Ikea taglia i prezzi del 5,3%

15/09/2005
    giovedì 15 settembre 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 22

    Ikea taglia i prezzi del 5,3%

      Investimenti da 500 milioni per tre nuovi negozi e il raddoppio del polo logistico di Piacenza

      VINCENZO CHIERCHIA

      MILANO • Ikea, la multinazionale svedese del mobile e dell’arredamento, va all’attacco sui prezzi in Italia e annuncia una riduzione media del 5,3% dei listini di vendita nell’esercizio 2005 2006 appena iniziato ( i bilanci del gruppo vanno dal 1 ? settembre al 31 agosto). Una mossa decisiva per accelerare lo sviluppo su un mercato, quello italiano, che sta diventando sempre più importante per Ikea ( è pari al 5,5% delle vendite totale). Nell’ultimo anno in media quasi un italiano su due ( pari a 25,2 milioni di persone, + 23,7% sul 2003) ha visitato un centro commerciale Ikea.
      La quota di mercato del gruppo è oggi del 5,1 per cento.

      Come ha spiegato ieri Roberto Monti, italo svedese e nuovo amministratore delegato di Ikea Italia retail in sostituzione di Carleric Haggstrom ( passato a guidare lo sviluppo immobiliare), il taglio dei prezzi corrisponde a un investimento di tipo commerciale nell’ordine dei 57 milioni di euro, attuato in un momento critico per i consumi delle famiglie e sostenuto, al tempo stesso, dalla dimensione notevole acquista oggi dalla multinazionale svedese sul mercato italiano.

      I tagli di prezzo hanno interessato il 25% dei prodotti in vendita e in particolare quattro comparti chiave: accessori cucina (9,7%), cucine (8,4%), camere da letto e accessori per il bagno (5,9%).
      I risultati conseguiti in Italia dal gruppo sono stati poi superiori alla dinamica globale: il fatturato italiano è risultato pari a 883 milioni di euro con una crescita del 23,7% dei ricavi rispetto al 2003, mentre i volumi di prodotti venduti sono aumentati del 27,7 per cento. E si tenga conto che l’Istat ha registrato tra 2004 e 2005 (primi sei mesi) per l’intero settore del mobile una flessione delle vendite dello 0,6 per cento.

      A livello globale il gruppo svedese ha registrato, nell’anno commerciale 2005, un volume d’affari di 14,8 miliardi di euro con una crescita del 16% rispetto al 2004.

      Lo sviluppo della rete Ikea in Italia entro il prossimo anno proseguirà su due fronti: con l’apertura di tre nuovi centri commerciali ( Padova, Ancona e Bari) che andranno ad aggiungersi ai 10 in attività (2 a Milano e Roma, e poi Torino, Brescia, Bologna, Genova, Firenze e Napoli), e con il raddoppio del maxipolo logistico di Piacenza (da 150mila a 300mila metri quadrati circa). L’investimento globale è stimabile in oltre 500 milioni. Entro il 2009 i punti vendita dovrebbero essere 18.
      I negozi Ikea a livello internazionale sono 220 di cui 196 gestiti direttamente dal gruppo e 24 in franchising, in 33 Paesi. Entro il prossimo anno è prevista l’apertura di 20 nuovi centri commerciali tra i quali figurano i primi punti vendita in Giappone e in Turchia.

      L’Italia è poi tra i principali fornitori di mobili e complementi di arredamento per Ikea. La multinazionale svedese acquista nel nostro Paese il 7,2% delle merci vendute a livello internazionale. Il primo fornitore in assoluto è la Cina con il 18% seguita da Polonia (12%) e Svezia (9%). L’Italia è in quarta posizione e supera la Germania (6%).
      I dipendenti Ikea nel mondo sono 90mila. In Italia hanno raggiunto quota 4mila e, con i nuovi investimenti, entro il 2006 sono stati annunciati altri 1.100 nuovi posti.

        Tra le organizzazioni sindacali serpeggia però il malcontento visto il larghissimo ricorso al part time e ai contratti a termine, che si traducono — denunciano i lavoratori — in «salari da sussistenza » .