Ikea punta sull’Italia e investe 1,5 miliardi

11/04/2007
    martedì 10 aprile 2007

    Pagina 17 – Economia e imprese

    La multunazionale aprirà 21 negozi entro sette anni

      Ikea punta sull’Italia e investe 1,5 miliardi

        Marika Gervasio

        MILANO
        Ikea cresce e punta sul mercato italiano. Dopo aver inaugurato il punto vendita di Corsico (Milano), il più grande in Italia con i suoi 32.700 metri quadrati di superficie e 541 addetti, ha in programma di aprire su tutto il territorio nazionale almeno ventuno negozi nei prossimi sette anni con un investimento stimato di circa 1,5 miliardi di euro.

        Un mercato importante, quello italiano sia per le vendite sia per la produzione. Ikea Italia ha realizzato 662 milioni di euro di vendite nel primo semestre d’esercizio (settembre 2006-febbraio 2007), il 12% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E un aumento di visitatori del 13,4%, a quota 19,4 milioni, nei tredici negozi attualmente presenti (due a Milano, due a Roma, uno ad Ancona, Bari, Brescia, Bologna, Genova, Firenze, Napoli, Padova e Torino).

        E le previsioni per l’intero anno fiscale sono di superare quota 1,3 miliardi, che significa un incremento del 18,2% sul periodo 2005-2006, come spiega Roberto Monti, amministratore delegato di Ikea Italia.

        «Siamo arrivati con il primo negozio a Cinisello, in provincia di Milano, esattamente diciotto anni fa – racconta -. Una grande scommessa per noi svedesi in un mercato così lontano e diverso per ritmi, cultura e gusti. Ma dopo diciotto anni questo mercato che ci spaventava così tanto è diventato il quinto nel mondo per vendite, superando la stessa Svezia, dopo Germania, Stati Uniti, Inghilterra e Francia».

        Anche per questo la decisione di continuare a scommettere potenziando il numero di negozi con almeno altri ventuno nei prossimi sette anni. Obiettivo: migliorare il servizio ai clienti. «Per noi – aggiunge Monti – è importante essere presenti su tutto il territorio nazionale nella maniera più capillare possibile per consentire a un numero sempre più vasto di persone di raggiungere i nostri punti vendita in massimo 45 minuti di strada».

        Tra il 2006 e l’inizio del 2007 sono stati aperti i negozi di Ancona e Bari che, assieme all’espansione del punto vendita di Corsico (costato circa 100 milioni di euro anche per l’importante investimento dedicato all’impianto di geoscambio, che sfrutta la temperatura del sottosuolo con un risparmio energetico del 30% per il punto vendita, e all’impianto solare termico), hanno creato circa mille nuovi posti di lavoro portando a 5.500 il numero di addetti attualmente impiegati nelle strutture Ikea italiane.

        Ma l’Italia per il gruppo svedese non significa soltanto vendita. Rappresenta infatti uno dei mercati di approvvigionamento più importanti. Il terzo, per l’esattezza, dopo Cina (18% della produzione totale) e Polonia (14%).

        L’8% della merce – soprattutto cucine, armadi, imbottiti ed elettrodomestici – venduta nei 256 negozi Ikea di tutto il mondo viene fabbricata in Italia da produttori come Natuzzi, Snaidero, Elica, Calligaris e Bormioli, solo per citarne alcuni.

        «Ci affidiamo ad aziende che investono molto in ricerca e sviluppo, molto competitive grazie alla loro forte capacità di innovazione – sottolinea Monti -. L’abilità e l’arte nel fare mobili, la flessibilità nel venire incontro alle nostre necessità e il sistema modulare dei distretti italiani hanno portato l’Italia a passare, in dieci anni, dal nono al terzo posto nella lista dei Paesi nostri fornitori, con un peso maggiore in aree di eccellenza come cucine, le sedute, divani e potrone».