Ikea licenzia, ma è disposta a riassumere

24/07/2002

24 luglio 2002

Il caso del dipendente che ha perso il posto dopo che la certificazione medica lo indicava inidoneo alla sua mansione
Ikea licenzia, ma è disposta a riassumere

MILANO Un lavoratore addetto al carico
e scarico delle merci, una certificazione
medica che lo indica come cardiopatico
e quindi inidoneo fisicamente
a svolgere la sua mansione di magazziniere.
Il tutto seguito da una nuova
proposta di lavoro respinta dall’interessato
che viene così licenziato dall’azienda.
È quanto accaduto una decina di
giorni fa a un dipendente Ikea dello
stabilimento di Carugate, zona
nordest di Milano. Il lavoratore, assunto
da 13 anni e a tempo pieno (a
38 ore settimanali), risulta «non idoneo»
alla sua mansione di movimentazione
merci in seguito a visita medica
aziendale. Inidoneità che viene poi ribadita
anche dalla Clinica del lavoro
di Milano. Si apre così un contenzioso
tra l’azienda che vorrebbe ricollocare
il lavoratore in una nuova mansione a
32 ore (delle quali 16 da passare alle
casse e le restanti 16 al ristorante) e il
dipendente che sarebbe disposto a
cambiare incarico, ma non a vedersi
diminuire l’orario. L’epilogo della vicenda,
quindi, col mancato accordo
tra le parti e la decisione dei vertici di
Carugate di licenziare il magazziniere.
Ora Ikea si difende e si conferma
disposta all’immediato reintegro (già
dal 1° agosto) del lavoratore che avrà
tempo fino a quella data per accettare
l’offerta a 32 ore. Le giustificazioni dell’azienda
sulla mancata riassunzione a
full time si basano sull’impossibilità di
«altre forme di ricollocamento, tenendo
conto anche delle richieste e delle
necessità di altri dipendenti in condi
zioni similari» nel centro di Carugate,
dove negli ultimi 18 mesi su 360 dipendenti
ci sono state 26 richieste di ricollocamento
a nuove mansioni per
sopraggiunta inidoneità fisica. Di queste
26 domande – specificano i vertici
- ben 15 sono state risolte, mentre per
le altre 10 si stanno cercando soluzioni
idonee. Per quel che riguarda il licenziamento
si tratta per Ikea di un
atto pienamente legale quando l’inidoneità
certificata non è compatibile
«con le tipologie di posto disponibili
al momento».
Di parere opposto la Filcams-Cgil,
secondo cui la legge 626 del 1994
sulla sicurezza nei posti di lavoro prevede
in caso di certificata inidoneità
fisica la ricollocazione del dipendente
in modo da salvaguardarne salute e
posizione precedentemente occupata
che nel caso specifico era a 38 ore. Il
passaggio da tempo pieno a part time
rappresenta quindi per il sindacato
una palese violazione della normativa
vigente.
Un passaggio, quello a tempo parziale
(a 32 ore), che significa anche
una sensibile diminuzione salariale, la
regressione dal terzo al quarto livello e
la risoluzione del contratto seguita da
nuova assunzione decurtata dai diritti
maturati con una anzianità di 13 anni.

li.mu.