Ikea – La Filcams: siamo con Marica, non ci fermeremo

04/04/2018
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Viene prima la vita delle persone, poi il profitto: il diritto del lavoro evolve con le grandi battaglie.

Abbiamo appreso il 3 Aprile del respingimento del ricorso presentato da Marica Ricutti contro IKEA, che aveva disposto il suo licenziamento in tronco nel novembre dello scorso anno.

La vicenda è ormai tristemente nota: una lavoratrice, che in 17 anni di lavoro non ha ricevuto neanche una contestazione, licenziata in tronco per non essere stata messa nelle condizioni di conciliare le proprie esigenze famigliari e la necessità di prendersi cura dei figli piccoli con le turnazioni imposte dall’azienda.

In discussione non era e non è soltanto la situazione di Marica, piuttosto quella in cui versano migliaia di lavoratrici del settore, che subiscono quotidianamente da parte delle aziende della grande distribuzione organizzata disinteresse ed indifferenza rispetto alla propria condizione (nel migliore dei casi), se non deliberati attacchi, che sempre più spesso portano a contestazioni, sanzioni e licenziamenti.

È semplice individuare e mettere al centro del mirino le fragilità delle donne che lavorano in questo settore: basta cambiare un turno per far crollare il delicato incastro della vita di ognuna.

Noi pensiamo che anche la società debba assumersi la sua parte di responsabilità. Pensiamo che anche la giustizia di uno Stato debba assumersi il compito di far progredire il diritto del lavoro, perché non c’è progresso senza sviluppo della comprensione umana.

Non vogliamo discutere nel dettaglio il decreto di rigetto pronunciato da un giudice del Tribunale di Milano, anche se dobbiamo confessare che la tentazione è forte: si leggono passaggi gelidi, non condivisibili, e si intravede l’applicazione di una scala di misura della gravità molto sbilanciata a favore della parte aziendale.

Lasciamo ai consulenti legali che assistono Marica il compito di interpretare al meglio la giusta difesa di una persona, prima di tutto, e di un diritto.

Prima di tutto Marica, i suoi figli, il suo coraggio, la sua determinazione.
Sono questi i motivi per cui la Filcams non si ferma. Per cui è necessario andare avanti. Perché continuiamo ad essere convinti che si tratti di un licenziamento illegittimo, che l’azienda si sia comportata con arroganza e che sia inaccettabile la condotta di Ikea nei confronti di Marica, dei suoi figli e della sua condizione.

E soprattutto perché continuiamo ad avere fiducia nella magistratura, nel nostro sistema giudiziario e nei tre gradi di giudizio.