Ikea Italia Retail – Circolare applicazione e chiarimenti contenuti appendice CIA

Roma, 5 luglio 2012

Oggetto: Ikea Italia Retail – APPLICAZIONE E CHIARIMENTI CONTENUTI APPENDICE CIA.

    come anticipato nella circolare del 27 giugno u.s. e nell’attesa che termini la consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori, siamo ad inoltrarvi alcune indicazioni specifiche per la determinazione, a livello locale, delle intese di modifica agli accordi di avvio a suo tempo sottoscritti. Come sapete, tali modifiche sono state rese necessarie dalla difficile situazione economica di IKEA che ci ha visto dover “metter mano” ad un anno dalla sua stipula, al contratto integrativo aziendale.
    Partendo dal fatto che i contesti dei singoli store sono diversi, come i singoli accordi di avvio, alcune considerazioni saranno generali (ossia valevoli per tutti), altre mirate.

    Durate da indicare nelle intese di modifica.
    E’ necessario, all’atto della rinegoziazione, determinare accordi che specifichino una scadenza, che dovrà collimare con il periodo di sospensione della progressione delle maggiorazioni domenicali e festive ( es: se la sospensione introdotta dura un anno, la durata dell’accordo sarà di un anno, se di durata biennale essa sarà di due anni). Allo scadere di queste intese dovrà essere specificato il ripristino quanto previsto dall’accordo di avvio.

    Durate dei periodi di “moratoria”.
    I periodi di “moratoria” variano nella durata a seconda di quanto e’ stato previsto negli accordi di avvio locali in materia di “start up”. Laddove, in linea con il CiA, sono stati pattuiti i due anni di “fermo” iniziale, la moratoria prevista avrà la durata di due anni. Laddove invece lo start up era stato portato a tre anni, la moratoria avrà la durata di un anno.

    Verifiche.
    Per i negozi in grave perdita ( San Giuliano, Salerno, Rimini, Ancona, Parma) prima del termine del periodo di moratoria dovrà essere effettuata una verifica congiunta per valutare vi siano le condizioni di una sostenibilità tale da consentire la ripresa delle progressioni. Fermo restando ciò, nell’accordo bisognerà fare attenzione che la verifica non sia subordinata esclusivamente a criteri o indicatori economici-aziendali, quali la “sostenibilità” e la “capienza” o peggio il “risultato operativo” di negozio. Le formulazioni dovranno essere possibilmente abbastanza generiche e neutre.
    Per gli altri negozi ( Villesse, Padova, Bari) ove l’accordo nazionale non prevede le verifiche, sarebbe preferibile non determinarle, evitando così di lasciar spazio ad ulteriori “appetiti” aziendali.

    Scalette al posto delle Sospensioni.
    L’azienda ha facoltà di proporre al posto della “moratoria”, il passaggio dall’attuale sistema di progressione temporale delle maggiorazioni domenicali e festive ad un sistema incentivante basato su una maggiorazione che cresce in base al numero delle domeniche e festività effettivamente lavorate su base annua.
    Tale “scambio” può avvenire solo mediante accordo e deve comunque consentire agli addetti il raggiungimento del 70% di maggiorazione per il lavoro domenicale e il 130% per il lavoro festivo.
    Questa eventualità può avere qualche interesse solo per quei negozi (Salerno, San Giuliano, Villesse) che per effetto delle sospensioni vedono prolungarsi la permanenza al 30% di maggiorazioni previste dal CCNL, in quanto è difficilmente pensabile che le “scale” proposte partano da percentuali più alte. Per i suddetti negozi, il passaggio da un modello all’altro deve anche coincidere con un sensibile accorciamento dei tempi di raggiungimento delle maggiorazioni a regime in vigore nei negozi tradizionali.

    Specifiche condizioni per il negozio di Padova.
    Al tavolo nazionale si è concordato, stante la specificità del caso, condizioni differenti per la modifica dell’accordo di avvio del negozio di Padova. Al posto della sospensione potrà essere introdotto un salario di ingresso strutturale biennale per i nuovi assunti, in linea con quanto già presente in molte intese di apertura e con quanto previsto dalle modifiche introdotte al CiA.
    .
    Specifiche condizioni per il negozio di Catania.
    Stante la disdetta dell’accordo di avvio, il negozio di Catania si trova in una situazione ibrida. L’accordo può essere risottoscritto, lasciando inalterato quanto pattuito per lavoro domenicale e festivo, ma andando a correggere quanto previsto per il premio fisso aziendale, che non dovrà essere subordinato al raggiungimento dell’ Operation Result, ma dovrà soggiacere a quanto indicato nell’accordo nazionale. La decorrenza dovrà essere quella iniziale dell’accordo poi disdettato, per evitare l’allungamento dei periodi di “start up” e conseguentemente di quelli di raggiungimento delle maggiorazioni e del Premio di Risultato.

    Regime di ingresso di 24 mesi per i nuovi assunti Ikea Italia.
    Il regime di ingresso per le maggiorazioni per i nuovi assunti troverà applicazione nei negozi “storici” ossia quelli che non avevano esplicitato condizioni differenti per i neo assunti, identificabili con quelli cui si applica direttamente (Torino, Brescia, Bologna, Corsico, Carugate) o per accordo locale di recepimento/estensione (Genova), l’intesa del 2000.
    Non saranno comunque intaccate le specifiche condizioni normative previste dagli eventuali accordi locali (ad esempio: condizioni di miglior favore per il numero massimo di domeniche lavorabili) che continueranno a valere per vecchi e nuovi assunti.
    Vengono poi salvaguardate le condizioni pattuite a livello locale in materia di maggiorazioni domenicali e/o festive per i neo assunti in tutte le realtà operative che le hanno in qualche modo affrontate, negoziandole ( Roma Anagnina, Roma Porta di Roma, Ancona, Bari, Parma, Rimini, Villesse, Salerno, San Giuliano) o esplicitamente escludendole (Firenze) fatto salvo quanto prima menzionato per Padova e Catania.

    Ad un certo punto del negoziato, è opportuno ricordarlo, l’azienda aveva proposto 18 mesi di ingresso per le maggiorazioni domenicali e festive dei neo assunti, in cambio della possibilità di applicare l’ingresso almeno sulle maggiorazioni festive a tutti i dipendenti di tutti i negozi attualmente aperti.
    In accordo con il Coordinamento si è optato per un periodo più lungo (24 mesi) purché non si intervenisse ancora sui negozi in itinere e in difficoltà, già interessati dalle “sospensioni”. Si è fatta sostanzialmente una operazione di solidarietà fra negozi “storici” e negozi più recenti.
    Rispetto poi alla posizione iniziale di IKEA (4 anni di ingresso per tutti) che avrebbe coinvolto 15 store, il risultato raggiunto è una buona, seppur sofferta, mediazione.

    Comparazioni delle progressioni attuali dei negozi oggetto di futuri accordi di modifica.

      negozi domeniche Scatto
      Prossimo
      Scatto
      successivo
      festività Scatto
      prossimo
      Scatto
      Succ.sivo
      ANCONA 60% 70%
      f.y.13
      X 110% 130%
      f.y.13
      X
      BARI 40% 50%
      f.y. 14
      70%
      f.y. 17
      90% 130%
      f.y 17
      X
      VILLESSE 30% 50%
      f.y. 14
      70%
      f.y. 18
      30% 50%
      f.y. 13
      100% *
      f.y.18
      SAN GIULIANO 30% 50%
      f.y. 13
      60%
      f.y. 17
      30% 50%
      f.y.13
      60%
      f.y.15
      SALERNO 30% 50%
      f.y. 14
      70%
      f.y. 18
      30% 50%
      f.y.13
      70%
      f.y. 15
      RIMINI 45% 50%
      f.y.15
      60%
      f.y. 17
      50% 70%
      f.y. 14
      100%
      f.y.19
      PARMA 50% 55%
      f.y.13
      60%
      f.y.16
      90% 100%
      f.y. 14
      120%
      f.y.16
      PADOVA 65% 70%
      f.y.16
      X 120% 130%
      f.y.16
      X
      ·con 5 o meno festività annue previste a catalogo di apertura la maggiorazione a regime è 70%

    Modalità di determinazione e verifica delle “scalette” incentivanti per lavoro domenicale e festivo.
    Al fine di agevolare la valutazione dell’effettiva convenienza di una “scaletta” sulla presenza per le domeniche, va valutata la media ponderale e non la media matematica.
    La media ponderale infatti è quella che indica la reale percentuale media di pagamento per ogni domenica; in pratica è ciò che potrebbe essere spalmato e pagato per ogni domenica dell’anno di riferimento, indipendentemente dalla scala progressiva di raggiungimento della percentuale massima basata sul numero di domeniche effettivamente prestate da ogni singolo lavoratore. Varia se cambia la % attribuita ad un gruppo di domeniche o se si modifica il numero di domeniche di un gruppo.

    Esempio:

    Numero di domeniche effettivo lavoro % di maggiorazione
    Da 1 a 15 40%
    Da 16 a 28 55%
    Da 28 a 39 70%

    Per calcolare la media ponderale si procede nella seguente maniera:

    40% * 15 = X 55% * 13 = Y 70%* 11 =Z

    X + Y + Z / 39 (massimo domeniche lavorabili da CiA) = media ponderale
    (effettiva maggiorazione percepita dal lavoratore e pagata da azienda su base annua)

      In caso di dubbi, o difficoltà, vi invitiamo oltre che a contattare la Struttura Nazionale, a inviare le bozze degli accordi in discussione ai tavoli di confronto locali.

      p. la Segreteria Filcams Nazionale
      Cristian Sesena