Ikea Italia – esito incontro 29/10/2012

Roma, 30 ottobre 2012


Testo Unitario

in data 29 ottobre 2012 si è tenuto a Milano il consueto incontro nazionale per l’esercizio del diritto di informazione di fine anno.
Il 2012 è stato sicuramente un anno difficile per IKEA ITALIA che si è chiuso con un segno meno per quanto riguarda il fatturato (-2,6%) nonostante i volumi prodotti dal nuovo negozio di San Giovanni Teatino. I visitatori sono stati dal 1 settembre 2011 al 31 agosto 2012, 46.000.000, i soci 5 000 000. Il “Food” presenta una tendenza positiva di un + 1,9% e costituisce pertanto una importante eccezione.
I Paesi a livello mondo che registrano la crisi di vendite più marcata, oltre al nostro, sono Portogallo e Spagna. Nonostante questi dati certo non entusiasmanti l’ Italia si attesta al quarto posto per vendite, dopo Germania, Usa e Francia.
Il nostro paese rappresenta inoltre uno fra i principali fornitori di mobili di IKEA che su questo segmento di mercato è il primo acquirente nazionale.

LO SVILUPPO
Nonostante le difficoltà economiche IKEA continua ad aprire negozi e a ristrutturare quelli da anni aperti.
Dopo la recente inaugurazione dello store di San Giovanni Teatino, che nei primi due mesi di apertura sta conseguendo risultati positivi e in larga parte inaspettati, entro la fine del 2013 sarà la volta di Pisa, per un investimento di 62.000.000 di euro, una superficie complessiva di 33.000 mq, e un organico di 260 unità. Il nuovo negozio potrebbe comportare un effetto “cannibale” su Genova e Firenze, anche se il mercato toscano appare potenzialmente assai florido.
Confermata anche l’apertura del terzo negozio di Roma (Pescaccio) per un investimento di 115.000.000 euro ed un organico stimato di 310 addetti.
Fermi, all’oggi, i progetti riguardanti Rescaldina, Cormano e Verona.
Padova e Genova verranno ristrutturate. Per Genova si tratterà di una vera e propria riallocazione dello stabile in un’area limitrofa a quella attuale.
L’investimento in sviluppo resta importante anche in un’epoca complicata come questa: 400.000.000 di euro nel prossimo triennio.

PROGETTI
Il progetto I BUY che si propone di ottimizzare la fase d’acquisto, responsabilizzando il cliente e in parte rendendolo autonomo, sarà implementato. Assieme all’estensione della vendita on line (E-commerce) che mira a coprire nel 2020 il 10% del totale vendite, IKEA cerca di aggredire più aree di mercato e nel contempo aumentare la qualità del servizio.
Abbiamo sottolineato come questi processi non debbano tradursi in equivalenti soppressioni di mansioni o tagli di personale, ritenendo pericolosa oltre che inefficace un’eccessiva automazione dei percorsi di acquisto e vendita.
La direzione aziendale ha assicurato che non siamo di fronte a scenari di progressiva riduzione degli attuali livelli occupazionali.
Entro la fine dell’ anno in corso, andrà a conclusione l’accentramento presso Carugate del Contact Center di Bologna: alle 14 risorse sono state proposti, oltre al trasferimento, telelavoro e rioccupazione con diverse mansioni nel negozi. E’ aperto da mesi un tavolo di confronto con RSU e OOSS.
Le attività finanziarie attualmente facenti capo al business service center verranno progressivamente trasferite in Polonia dove verranno eseguite localmente. Alle paghe già elaborate in quel paese, faranno seguito a breve le attività di amministrazione; i 24 co workers attualmente occupati saranno pertanto riconvertiti progressivamente a mansioni differenti, in un processo che vedrà comunque la garanzia della totale salvaguardia occupazionale.

L’ OCCUPAZIONE
Al 31 agosto di quest’anno i dipendenti IKEA sono 6243 di cui 89% a tempo indeterminato e il 67% con contratto part time (la media complessiva è di 24 ore medie annue). Di queste il 58% sono donne. L’ età media è 37 anni.
Rispetto al dato dell’anno scorso sono decisamente diminuite le ore di straordinario e supplementare, nonché l’accensione di rapporti a termine: ciò ha evidentemente comportato aldilà degli andamenti economici negativi, organici ridotti al minimo e aumento del carico di lavoro per gli addetti.
Calano le assenze per malattie, infortunio e maternità.
Gli stage attivati, ai quali è stata applicata la policy aziendale così come previsto anche dal CIA, sono stati 152.
Nel fiscal year appena concluso le ore di formazione sono state 75.000 di cui 10.000 rivolte ai nuovi assunti.

LA SICUREZZA
Nel corso dell’incontro abbiamo segnalato la necessità di investire in prevenzione anche a fronte della età media dei dipendenti e della recente riforma in materia pensionistica. Abbiamo segnalato come debba avviarsi un’interlocuzione seria rispetto a quelle lavoratrici e quei lavoratori che rientrano nella sfera della “sorveglianza sanitaria”, in quanto sono arrivate segnalazioni dai negozi di proposte di dimissioni incentivate a fronte di una presunta non ricollocabilità di alcune di queste risorse.
L’azienda ha preso atto della nostra segnalazione ribadendo la propria volontà di verificare quanto accaduto e di valorizzare il ruolo degli RLS a partire dal prossimo incontro nazionale previsto per il mese di novembre, ove queste problematiche potranno essere affrontate.

RESPONSABILITA’ SOCIALE E TUTELA DELL’AMBIENTE
Anche in un anno decisamente negativo come quello appena concluso, IKEA ha supportato 40 associazioni No profit tra cui Save The Children, Medici senza frontiere, e WWF.
Nella gran parte dei negozi sono stati istallati pannelli fotovoltaici che garantiscono all’oggi una copertura del fabbisogno in loco pari al 6%; Il restante, seppur acquistato, deriva comunque da fonti rinnovabili.
L’illuminazione tradizionale dei negozi è in via di sostituzione con lampadine Led .
Per il 2013 almeno fino alla primavera, non sono previsti grandi segnali di inversione di tendenza sul mercato del mobile in Italia che ha segnato un – 14% rispetto al – 5% di IKEA. Il board internazionale comunque continua, anche a fronte di questo significativo delta, a sostenere la politica di investimento nel nostro paese. Le attuali stime ci consegnano ancora la prospettiva di un altro anno con chiusura negativa (-6%).
L’assenza di risultati economici rilevanti si è ripercossa sui parametri del premio che per quest’anno, a parte qualche eccezione, non garantirà cifre significative.
Gli indicatori nazionali (vendite, e R.O.) non sono stati raggiunti, e anche quelli economici di negozio hanno in gran parte mancato l’obiettivo. Questa situazione era largamente prevedibile, in quanto già si era dovuti intervenire nel mese di aprile per ritirare l’anticipo previsto dal CIA (325 euro) in assenza di adeguata capienza.
Come OOSS Nazionali evidenziamo come la scelta del modello alternativo si sia rilevata ancora positiva: i negozi infatti che l’hanno negoziato hanno avuto premi più significavi. Per il prossimo FY sarà pertanto prioritario estenderlo anche alle realtà che attualmente non l’hanno sperimentato. Questo strumento infatti se contrattato e condiviso. ha dimostrato di essere oltre che remunerativo anche realmente incentivante perché in grado di coinvolgere i lavoratori e aumentarne la partecipazione.

p. la Segreteria Filcams Nazionale
Cristian Sesena