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IKEA: il primo sciopero in 25 anni, i lavoratori non ci stanno e dicono no

29/05/2015

Le lavoratrici e i lavoratori IKEA non ci stanno a farsi sottrarre così, d’un colpo, 25 anni di contrattazione e  di conquiste: a seguito della disdetta unilaterale di tutta la contrattazione integrativa da parte dell’azienda, hanno proclamato lo stato di agitazione e  un pacchetto di 16 ore di sciopero, di cui 8 saranno gestite a livello territoriale, con iniziative sparse su tutto il territorio nazionale.

“L’Azienda ha deciso di compiere un atto politico grave” afferma Giuliana Mesina della Segreteria Nazionale Filcams CGIL “dando disdetta di tutti gli accordi, nazionali e locali, ha voluto porre un macigno sul tavolo di trattativa, che si era appena avviato, risentendo anche di un allungamento dei tempi imposto da IKEA, che ha voluto attendere l’insediamento del nuovo Amministratore delegato”.

Più di 6mila dipendenti in Italia, 21 negozi su tutto il territorio nazionale, Ikea, il colosso svedese che ha fatto della partecipazione dei suoi “co-workers” una bandiera, ha smentito con questa operazione anni e anni di buone relazioni sindacali.

In gioco la pretesa dell’azienda di abbassare i livelli retributivi dei dipendenti, operando su elementi fissi della busta paga e rivedendo al ribasso le maggiorazioni per le prestazioni festive e domenicali.

“Daremo avvio ad una fase di mobilitazione, con assemblee, scioperi ed azioni di lotta volte a difendere i diritti dei lavoratori e il valore della partecipazione, che Ikea sbandiera ma non pratica realmente” conclude Mesina, “Restiamo disponibili a avviare un negoziato costruttivo, nel rispetto delle esigenze delle parti, ma una trattativa sana e dignitosa non può essere condizionata da un ricatto”.