Ikea, esito trattativa rinnovo CIA 16/06/2011

Roma, 17 giugno 2011

Il 16 giugno 2011 è ripresa la trattativa con Ikea per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.
In apertura dei lavori, abbiamo posto il tema del non riconoscimento del CCNL del 6 aprile 2011 spiegando all’impresa le nostre ragioni di merito e la nostra volontà di registrare già nell’ambito di questo rinnovo chiari segnali di discontinuità rispetto ai temi più controversi dell’intesa separata, a partire dalla “carenza malattia”.
La direzione aziendale come era del resto prevedibile, si è limitata ad anticiparci copia della risposta alla nostra lettera di diffida, costruita sulla traccia di quanto suggerito da Confcommercio Federdistribuzione alle proprie associate della GDO.
Abbiamo chiarito che l’eventuale sigla di un accordo di rinnovo riguardante il secondo livello di contrattazione non esaurirà, per quanto ci riguarda, la nostra azione di opposizione al CCNL e che pertanto continueremo a promuovere il confronto con IKEA sui contenuti da noi ritenuti inaccettabili.
A più di un anno dall’apertura del confronto negoziale, è apparsa chiara la volontà aziendale di arrivare ad una “stretta” finale e pertanto sono di nuovo stati affrontati gli elementi che registravano ancora distanze significative nel tentativo di ridurle.

Riguardo agli aspetti normativi:

L’azienda ha riconfermato le sue disponibilità a:

    Potenziare il livello di relazioni sindacali di store aumentando le materie da delegare all’informazione e confronto.
    Riconoscere come a carico azienda le ore utilizzate dai delegati per incontri con l’azienda riguardanti temi come la formazione e i progetti di conciliazione
    Riconoscere un giorno di permesso sindacale per i tempi di viaggio andata e ritorno per i delegati CAE.
    Rendere oggetto di informazione a consuntivo per i delegati gli stage attivati all’interno dei negozi, le condizioni di rimborso, e gli eventuali percorsi di stabilizzazione.
    Accettare la richiesta di promuovere a livello territoriale progetti di conciliazione tempi di vita e di lavoro di concerto con le OOSS Territoriali, estendibili successivamente a livello nazionale.
    Rendere obbligatorio nei processi di appalto la consegna del DURC e a comunicare preventivamente alla RSU di negozio, cambi di appalto e processi di reinternalizzazione di servizi precedentemente esternalizzati.

Il confronto si è poi articolato sui punti ancora critici (part time ciclico, consolidamento del supplementare e inquadramento del personale, aumento ore assemblee sindacali ):

    Part time medio annuo (ciclico): l’azienda ha riconfermato la volontarietà e la reversibilità del part time ciclico dopo un anno di prova, nonché la condivisione “politica” che tale istituto debba rispondere non solo alle esigenze di flessibilità dell’impresa, ma anche a quelle di conciliazione delle lavoratrici e dei lavoratori. A fronte della difficoltà dell’azienda a garantire a seguito dell’esercizio del diritto di ripensamento, la medesima articolazione oraria precedente, abbiamo proposto che il lavoratore possa avvalersi dell’assistenza della RSU di negozio nella discussione con la direzione per la determinazione di un eventuale nuovo orario di lavoro.
    Consolidamento del lavoro supplementare: abbiamo di nuovo insistito sul fatto che questa possibilità debba essere prevista nel confronto di punto vendita. L’azienda ha ribadito che non vi sono le condizioni oggettive per consolidare gli orari dei part time stante il momento non certo esaltante delle vendite e pertanto anche la sola previsione di questa possibilità non farebbe altro che aumentare la conflittualità. Ci siamo allora spinti a chiedere di vincolare le eventuali nuove assunzioni alla verifica preventiva delle condizioni di aumento orario del personale già in forza. Su questo tema registriamo ancora una forte distanza.
    Professionalità: partendo dalla indisponibilità a più riprese ribadita a riconoscere i passaggi al 3 livello da noi richiesti, abbiamo proposto un osservatorio sull’evoluzione della professionalità in IKEA, per evitare che i processi di automatizzazione delle fasi di vendita si traducano in obsolescenza delle stesse. L’azienda ha proposto un focus annuale di informazione e confronto a livello nazionale.
    Aumento ore assemblee sindacali: l’azienda ha messo a disposizione due ore ulteriori di assemblea da utilizzare per estendere la cultura della prevenzione, salute e sicurezza sul lavoro. Abbiamo dato la nostra disponibilità a collocare queste riunioni in orari che non creino disagi ai negozi, ma non, come richiesto dall’azienda, ad effettuarle congiuntamente ( Rls e Rssp.)

Sul lavoro domenicale e festivo abbiamo rigettato la proposta dell’azienda di adottare una scala di pagamento crescente a seconda del numero di domeniche lavorate, chiedendo di riconfermare, a questo punto, l’attuale impianto.
Riguardo alle nostre rivendicazioni di piattaforma sui diritti individuali la direzione ha ribadito la massima disponibilità ad accoglierle in toto ed ha accordato:

    Aspettativa non retribuita per 12 mesi al termine del congedo parentale per le lavoratrici madri.
    Innalzamento del monte ore di permessi individuali per l’effettuazione delle visite mediche per i lavoratori part time.
    Un giorno di permesso retribuito per i lavoratori migranti per lo svolgimento di pratiche relative al permesso di soggiorno e al ricongiungimento familiare.

In coerenza con quanto dichiarato nell’ultimo incontro abbiamo sollecitato IKEA a formulare una nuova proposta sul premio di risultato, che offrisse maggiori garanzie per i lavoratori.
IKEA ha proposto un sistema alternativo all’attuale proponendo un unico parametro cui legare il 50% del premio. Tale parametro misurerebbe il volontario adeguamento degli orari su base bimestrale alle esigenze della curva di presenza dei clienti. Il sistema sarebbe opzionale, non sostitutivo dell’attuale e interamente negoziato a livello territoriale. Potrebbe riguardare reparti, aree, o l’intero negozio, e attraverso la volontaria adesione dei lavoratori a proposte di cambio orario o cambio turno, determinerebbe su base annua il raggiungimento totale o parziale dell’obbiettivo di riallineamento degli orari, senza comportare modifiche strutturali all’orario individuale. Per le aree non coinvolte continuerebbe a valere l’attuale sistema premiante.
Se da un lato questa proposta ha parecchi aspetti oscuri ed ha destato più di una perplessità, dall’altro non è sfuggito al coordinamento dei delegati il suo aspetto fortemente sfidante. Attraverso la discussione del premio infatti la “flessibilità” che attualmente, per una serie di ragioni, sfugge al controllo sindacale, potrebbe essere fatta oggetto di analisi, negoziazione e governo da parte della RSU. La proposta di IKEA chiaramente mira, in un ottica tutta aziendale, a premiare la disponibilità del gruppo di lavoro ad essere maggiormente flessibile, ma dall’altro risponde alla pressante richiesta delle OOSS di dare nerbo alla negoziazione decentrata.
Nel prossimo Coordinamento Nazionale Filcams previsto per lunedi 20 giugno a Milano, e successivamente in quello Unitario del 30 giugno a Roma, ci si confronterà e sul premio di risultato e sulla fase finale del negoziato; è infatti ormai chiaro che la trattativa no stop prevista per il 1 luglio 2011 potrebbe rivelarsi decisiva per il raggiungimento o meno di una ipotesi di accordo.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Cristian Sesena