Ikea, esito incontro 25/02/2011

Roma, 25 febbraio 2011

TESTO UNITARIO

L’incontro del 25 febbraio u.s. per il rinnovo del CIA, aveva all’ordine del giorno le nostre richieste su lavoro ordinario notturno, stage, e plurimanisionalità.

Sul primo tema l’azienda ha negato l’esistenza di condizioni di maggiorazione differenti fra negozio e negozio. Avendo avuto segnalazioni di almeno un caso di maggiorazioni più elevate su un negozio della capitale, abbiamo chiesto un supplemento di verifica assieme anche ad una informativa nazionale più puntuale sul lavoro ordinario notturno che tenga conto anche delle prassi seguite nell’organizzazione dei turni di copertura nella fascia 22.00 – 6.00.

Sul tema degli stage il confronto è stato alquanto approfondito. IKEA ha illustrato le diverse casistiche di stage esistenti in azienda, la percentuale di utilizzo (decisamente contenuta se si eccettuano le nuove aperture), le durate, e il tasso di stabilizzazione (25%).

Abbiamo ribadito come il nuovo contratto integrativo debba prevedere un’informativa a livello di negozio su queste figure, di modo da avere visibilità e tracciabilità costante del suo utilizzo. Per gli stagisti abbiamo registrato la disponibilità della controparte a quantificare un trattamento minimo garantito e l’utilizzo di alcuni benefit,tra cui il servizio mensa.

Lo stage deve avere l’obbiettivo della qualificazione del personale e della formazione che può anche in parte avvenire on the job, e non può essere letto come una modalità di assunzione sostitutiva delle forme tipiche di ingresso nel mondo del lavoro, anche se per determinate categorie di lavoratori ( giovani, lavoratori diversamente abili) può rappresentare una concreta opportunità di inserimento.

Abbiamo infine dettagliato al management aziendale la nostra richiesta sul delicato tema della plurimansionalità ossia dell’aumento di attività derivante dai processi di aggregazione fra reparti in atto in alcune unità distributive e nell’impiego su più mansioni originato da specifiche esigenze tecniche.

Abbiamo chiarito che la nostra proposta era stata concepita con spirito costruttivo: trovare soluzioni condivise e strumenti che incentivassero i processi di innovazione organizzativa e non li ostacolassero.

A fronte di ciò è parsa davvero eccessiva la reazione di chiusura dell’azienda, visibilmente preoccupata che la definizione di un sistema di regole procedurali in materia, potesse alimentare le occasioni di conflittualità fra le parti.

Abbiamo quindi invitato l’azienda a proseguire nel confronto abbandonando un atteggiamento che è parso estremamente rigido essendo ormai chiaro che la trattativa si avvia ad entrare nella sua fase decisiva.

p. la Filcams Cgil Nazionale

Cristian Sesena