II° Congresso Mondiale UNI, Chicago 22-25/08/2005

II° Congresso Mondiale UNI – 22-25 agosto 2005 Chicago

Intervento Ivano Corraini, Segretario generale FILCAMS CGIL

Sig. Presidente
Care colleghe, cari colleghi.

Vi ringrazio per l’opportunità che mi è stata data di poter intervenire in questo nostro congresso e, in particolare in merito al piano di azione di UNI per i diritti sindacali, in particolare nelle imprese multinazionali.

Questione, questa, che si colloca dentro il contesto di una nostra rivendicazione più generale in merito alla responsabilità sociale delle imprese multinazionali.

Rivendicazione che ha l’ambizione di mettere queste imprese di fronte alle responsabilità e agli obblighi che esse contraggono, quando si insediano in un territorio per realizzare profitti, responsabilità nei confronti dell’ambiente, nei confronti dell’economia di quel paese, nei confronti dei lavoratori e delle loro organizzazioni sindacali e dei loro diritti.

Intervengo su questo per due ragioni:

·la prima perché il problema c’è ed è sempre più rilevante per l’espansione di queste imprese e la quantità dei diritti negati compresi i diritti indisponibili della persona come la dignità;

·la seconda perché su ciò l’Organizzazione Mondiale di un sindacato,un sindacato globale misura le ragioni della sua esistenza, della sua operatività, e della sua capacità di fare negoziazione.

Dico subito che io condivido quanto affermiamo e approveremo rispetto al piano di azione n.3.

Ne condivido la premessa e le azioni concrete proposte che competono al livello mondiale, settoriale e regionale.

Ma, a rafforzamento di questo, care colleghe e cari colleghi, bisogna rilevare non solo, come si dice nella risoluzione, che le imprese multinazionali usano due pesi e due misure in merito ai diritti, un peso nei paesi in cui hanno la sede e un altro peso all’estero.

Queste imprese, assumono impegni rilevanti nei paesi in cui il sindacato c’è, è forte e negozia, e li assumono anche per un loro comportamento corretto negli altri paesi. – Accordi importanti -

Ma noi sappiamo bene, e lo verifichiamo, che questo poi non avviene. I diritti conquistati vengono poi negati.

Non solo, quindi, due pesi e due misure ma, esse, usano anche una lingua biforcuta.

Noi dobbiamo essere in grado di impedire, da subito, che almeno questo continui a succedere come pre condizione per andare oltre.

Qui viene messa in discussione la stessa credibilità dei sindacati nazionali che fanno accordi e che poi non vengono mantenuti.

Quindi il problema aggiuntivo è, allora, quello di riuscire a far rispettare gli accordi sottoscritti che già ci sono, e ce ne sono, e di rilevanti.

Ma, qui è il punto, per fare ciò bisogna far giocare un ruolo, in prima persona, nelle iniziative che si assumono nei confronti delle imprese sovranazionali, ai sindacati nazionali dei paesi in cui queste imprese insistono.

E, ciò, va fatto attorno ad un vero e proprio tavolo negoziale sovranazionale, per il rispetto degli accordi fatti e con la direzione dell’organizzazione sindacale sovranazionale.

Questo non riuscirà immediatamente a far superare i due pesi e le due misure dell’ imprese ma, impedirà che si continui ad usare una doppia parola per procrastinare lo status quò nel tempo.

Questo, a mio parere, rafforzerebbe il ruolo dei sindacati nazionali in cui i rapporti di forza sono sfavorevoli e, io credo, rafforzerebbe il prestigio delle nostre organizzazioni sindacali sovranazionali e, darebbe loro maggior forza nel perseguire gli obiettivi indicati nella risoluzione che stiamo per approvare.