Ieri Grandemilia «invasa» da 200 manifestanti

09/11/2001

 




 
MODENA
giovedì 8 novembre 2001, S. Goffredo
   
Filcams Cgil protesta contro Coop Estense. Nella piattaforma proposta: l’adeguamento del premio aziendale e la risistemazione dei part-time
Ieri Grandemilia «invasa» da 200 manifestanti

Lavoratori emiliani e pugliesi uniti per il rinnovo del contratto scaduto due anni fa

Erano circa 200 ieri pomeriggio i lavoratori Coop di Modena, Ferrara e dalla Puglia che si erano dati appuntamento davanti al centro commerciale Grandemilia per manifestare per il rinnovo del contratto. Posano per i fotografi con le loro magliette e i loro cartelli con gli slogan: "La Coop sei tu, chi ti sfrutta di più!"; "Il sangue lo doneremo…all’Avis", tra i più gettonati. Quando sono tutti entrano e iniziano a sfilare tra le vetrine del centro e gli occhi indifferenti degli avventori; fischiano, battono le mani a tempo, gridano in coro: «Contratto», oppure «Vergogna», poi entrano senza problemi nell’ipermercato, passano attraverso gli scaffali di biscotti e i banchi della gastronomia: i loro colleghi in servizio li guardano con la coda dell’occhio, solo qualcuno si sbilancia in un sorriso o in un saluto con la mano. A guidarli ci sono Luigi Coppini, della Filcams nazionale; Stefania Ferrari, coordinatore Rsu Coop estense di Modena; Alberto Lazzarini dell’Rsu di Ferrara; Antonio Miccoli, Rsu Puglia. «Vogliamo il nuovo contratto: quello che avevamo è scaduto due anni fa – dichiara la Ferrari – e permetteva troppi abusi: noi chiediamo meno rinnovi dei contratti a termine, che tengono i lavoratori in un eterno periodo di prova, e la risistemazione dei part-time: spesso hanno orari assurdi e buchi incredibili, inoltre i dipendenti vengono a conoscenza dell’ orario di lavoro della settimana successiva solo il venerdì». Il 60% dei 3700 dipendenti totali di Coop estense nelle province di Modena e Ferrara, negli ipermercati, ha un contratto part-time, ma la percentuale scende al 34% nei supermercati; il 10% un contratto a termine. «In Puglia la situazione è molto diversa, perchè i lavoratori non dipendono direttamente da Coop, ma da società per azioni controllate da coop,
che agiscono singolarmente – interviene Miccoli – l’80% ha un part-time, il 20% un tempo determinato, ma solo in certe strutture». La piattaforma contrattuale proposta dalla Cgil, ottenuta dall’unione di quelle delle due regioni, prevede il mantenimento dell’integrativo per i neoassunti emiliani e un adeguamento economico graduale di quelli pugliesi, mentre l’adeguamento sul piano delle condizioni lavorative, soprattutto in tema di premio aziendale (attualmente ammonta a 208mila lire ed è destinato al 4º livello, cioè all’80% dei lavoratori) e di orario di lavoro, dovrebbe essere immediata. La dirigenza di Coop estense vorrebbe invece un livellamento verso il basso, che porterebbe i lavoratori emiliani indietro di 30 anni. «L’unico punto su cui ci troviamo d’accordo è il superamento delle società controllate», ironizza Coppini. «Non bisogna pensare che la Coop sia in ottima salute – interviene Lazzarini – ci sono circa 900 dimissioni all’anno e, in Emilia, un grosso turnover: il 65% nel solo Grandemilia».




I manifestanti davanti all’ingresso

Il corteo nella galleria del centro commerciale

La sfilata accanto alle casse dell’iper