I vertici Ds di fronte al «problema Cinese»

07/02/2002
La Stampa web





(Del 7/2/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
I vertici Ds di fronte al �problema Cinese�
Fassino vuol ricucire i rapporti, ma non tutti sono contenti. Freddo D�Alema

inviato a RIMINI

Arrivano al Congresso della Cgil tutti e tre insieme, Rutelli, Fassino e D’Alema, "ospiti" di un aereo di Stato. E tutti e tre si siedono masticando chewing gum, attivit� alla quale si dedicano per quasi tutto il tempo della relazione di Cofferati. Alle loro spalle, con l’aria di chi si sente a proprio agio, ci sono gli esponenti del "correntone": da Fabio Mussi a Pietro Folena, da Giovanni Berlinguer a Gloria Buffo e Giovanna Melandri. Si alzano in piedi – e sono gli unici tra i politici a farlo- quando il leader della Cgil si presenta sul palco. La delegazione della Margherita, con Willer Bordon e Tiziano Treu, � nelle ultime file, e non apprezza le parole del segretario della Cgil. L’Ulivo sa che questa volta non voleranno i metaforici schiaffi di Nanni Moretti, ma segue ugualmente con apprensione il "Cinese" che parla. Il "Cinese" che a giugno sar� libero dagli impegni del sindacato e che rischia di diventare una presenza ingombrante. Per la Quercia, in primo luogo, tant’� che Fassino ci tiene a precisare pi� volte che tra lui � Cofferati �non c’� conflitto d’interessi, ma convegenza piena�, talmente piena che il leader della Quercia sposa anche l’ipotesi dello sciopero generale: �Deve essere presa in considerazione�, afferma. Certo, il leader della Cgil su quel palco non dice quello che va confidando di questi tempi ai compagni di partito con cui � in maggior sintonia. Ai quali spiega: �Non posso permettere che la mia vita politica finisca in questo schifo: la sinistra non pu� scomparire�. Come a dire che non ha fiducia alcuna che l’attuale dirigenza della Quercia segua la strada che lui ritiene giusta. Di questo non parla, � ovvio, perch� quella non � la sede adatta. Ma l’apprensione aleggia lo stesso tra i vertici Ds. Fassino sta tentando di ricucire un rapporto con Cofferati, e per fare questo "apre" al correntone. Della qualcosa non sono contenti tutti, nel partito. E’ il caso, per esempio, di Peppino Caldarola, che pure � stato l’addetto stampa del leader della Quercia durante la campagna congressuale, ma che ora dice: �E’ il primo caso di un segretario che vince il congresso e poi si arrende subito all’avversario. Allora era meglio eleggere Berlinguer�. Parla cos� Caldarola e aggiunge dell’altro. Ossia che �D’Alema sa che per qualche anno deve stare in panchina�. La qual cosa, per�, non deve fare soverchio piacere al presidente della Quercia. Altrimenti perch� i dalemiani, con l’associazione "Futura" si starebbero organizzando in tutt’Italia come una corrente agguerrita? �So che c’� chi vorrebbe emarginarmi�, � la confidenza che l’ex premier fa ai suoi. Segno che con Fassino non sono tutte rose e fiori. E l’arrivo di Cofferati, a giugno, rende la situazione del presidente ancor pi� difficile. Non a caso D’Alema d� una versione riduttiva della relazione del leader sindacale: �Il segretario della Cgil ha ripetuto le stesse cose che ha detto a Pesaro, ma con maggiore morbidezza�. E conclude cos�, utilizzando l’appellativo che diede a Cofferati, per prenderne le distanze, al congresso di Roma in cui litigarono sullo Stato sociale: �Per me rimane sempre il dottor Cofferati�. S�, per gli attuali vertici Ds, Cofferati rappresenta un problema con cui dovranno fare i conti. Per il correntone, invece, � una speranza. Basta sentire quello che dicono di lui Pietro Folena e Giovanni Berlinguer. Commenta il primo: �E’ Sergio il vero socialdemocratico. Ha proposto una piattaforma che il partito e l’Ulivo dovrebbero raccogliere. Ha detto cose concrete, in confronto a quei discorsi del tipo "quale modernizzazione per la sinistra" che tanto appassionano taluni di noi. Insomma, il suo � stato un invito all’opposizione a reagire con maggior energia�. E Berlinguer aggiunge: �Cofferati � una grande risorsa per la sinistra. La sua � stata non una frustata, ma una sollecitazione al partito a recuperare il rapporto con i molti che si sono allontanati�. Ma non � solo affare diessino, Cofferati, tant’� che da qualche tempo circola l’indiscrezione secondo cui il prossimo ticket del centrosinistra per le elezioni potrebbe essere composto da Prodi e lui. Vera o falsa che sia, la Margherita frena. Non Rutelli che preferisce rimanere sul vago, dicendo: �Il tema del lavoro riguarda tutto l’Ulivo�. Ma Treu gli d� del �signor "No", che non fa proposte� e Bordon lo accusa di essere �troppo statico�. Ma con buona pace del capogruppo della Margherita al Senato, Cofferati, a giugno, tanto pi� se le amministrative andranno male per la Quercia, �statico� lo sar� ben poco e inevitabilmente muover� le acque dello stagno diessino.

Maria Teresa Meli


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