I tour operator vedono finalmente il pareggio

15/09/2003




15 Settembre 2003

BORSA MENO AMARA PER I GRUPPI DEL TURISMO. PER L’INVERNO SI SPERA NEI CARAIBI
I tour operator vedono finalmente il pareggio
Stefania Pescarmona

Un sospiro di profondo sollievo. Dopo trimestrali in calo, i numeri degli ultimi tre mesi dei tour operators di casa nostra riportano un po’ di ottimismo e il ritorno all’utile diventa un obiettivo sempre più vicino per le società quotate in Piazza Affari. Anche il traffico aereo, finalmente, riprende quota.
Secondo i dati preliminari diffusi dall’Organizzazione mondiale delle compagnie aeree, a luglio il calo del traffico passeggeri internazionale si è arrestato al 3,6% rispetto allo stesso mese del 2002. Un risultato incoraggiante che potrebbe rappresentare il punto di svolta del settore messo a dura prova dall’offensiva dei «low cost» e dai problemi dei grandi operatori che accelerano aggregazioni e scalate: Air France in trattativa con Klm, Lufthansa pronta a lanciare un’Opa sulla Swiss. Il tutto senza trascurare l’evoluzione del piano Alitalia. «Solo ad agosto abbiamo trasportato 2,14 milioni di passeggeri, quasi il doppio rispetto agli 1,2 milioni del 2002 – spiega Sinead Finn, direttore marketing e vendite di Ryanair per l’Europa. E l’Italia è ormai il nostro terzo mercato».
Ma torniamo ai tour operator: i Viaggi del Ventaglio e i Grandi Viaggi, prevedono «almeno il pareggio» entro fine ottobre. «Nel 2003 il fatturato complessivo realizzato dai viaggi organizzati attraverso le agenzie e i tour operator dovrebbe crescere del 3,6%, attestandosi sui 4,5 miliardi – ha stimato Bruno Colombo, presidente dei Viaggi del Ventaglio -. La nostra crescita sarà invece del 24%, anzi del 30% se si includono anche Livingston e Lauda». ll giro d’affari consolidato dovrebbe superare quindi i 700 milioni, compresi i 52 milioni delle due compagnie aeree. Un ruolo importante sull’incremento del fatturato l’ha avuto il mese di agosto, che da solo incide per il 26% sui ricavi annuali, «il 40% se si aggiungono anche i mesi di giugno e luglio».
Il trimestre maggio-luglio ha rappresentato il punto di svolta per i Grandi Viaggi. Se nei primi nove mesi il risultato netto è risultato negativo per 2,7 milioni (-1,4 milioni nel 2002), nel terzo trimestre il gruppo presieduto da Luigi Clementi ha registrato un utile di 2,7 milioni. Per il ritorno all’utile sono quindi decisivi i numeri di agosto. «Mentre a giugno e a luglio per incentivare le vendite abbiamo effettuato degli sconti fino al 10% – spiega Clementi – ad agosto (mese che da solo genera il 20% dell’intero fatturato) non ce n’è stato bisogno». Da inizio anno le destinazioni europee sono salite del 37%, mentre quelle statunitensi del 60%. Ora, con l’avvicinarsi della stagione invernale, le mete più richieste sono le Maldive e le aree caraibiche. «Per questo motivo a Natale apriremo un nuovo villaggio alle Barbados», annuncia Clementi.
Per Cit, invece, il fatturato dei primi sei mesi è previsto in calo dell’8% circa. «Ma luglio e agosto sono andati molto bene, i volumi sono stati di circa 100-110 milioni, per cui pensiamo di chiudere l’esercizio con un giro d’affari di quasi 600 milioni» dichiara l’ad Giovanni Natali, che ora ha altro a cui pensare. Il 17 settembre gli azionisti dovranno approvare il passaggio dal mercato Ristretto all’Mta. «Una volta che la società diventerà contendibile, potrebbe essere oggetto di un’Opa», spiega.