I tagli alle finestre raddoppiano l’attesa

27/02/2004

        Venerdí 27 Febbraio 2004


        I tagli alle finestre raddoppiano l’attesa

        Scendono da 4 a 2 gli appuntamenti possibili per l’uscita – Penalizzati soprattutto gli autonomi


        ROMA – Tra le misure restrittive introdotte va segnalata la riduzione delle finestre che nel 2008 passeranno da quattro a due. Il giro di vite sarà ancora più penalizante per gli autonomi che, nel peggiore dei casi, dovranno aspettare 18 mesi invece degli attuali 9. Il meccanismo delle finestre. Per i lavoratori dipendenti le finestre scattano attualmente nella maniera seguente: quando la maturazione dei requisiti si verifica nel primo trimestre dell’anno la finestra è quella dal 1° luglio dello stesso anno (con 57 anni entro il 30 giugno); con requisiti perfezionati nel secondo trimestre dell’anno, la finestra è quella del 1°ottobre dello stesso anno ( 57 anni di età entro il 30 settembre); con requisiti maturati entro il terzo trimestre dell’anno, la finestra è quella del 1° gennaio dell’anno successivo, indipendentemente dall’età; con requisiti raggiunti entro il quarto trimestre dell’anno, la finestra è quella del 1° aprile dell’anno successivo, prescindendo anche qui dall’età.
        Le finestre dei lavoratori dipendenti secondo la riforma sono le seguenti due: – dal 1° gennaio dell’anno successivo con età pari o superiore a 57 anni per chi raggiunge i requisiti entro il secondo trimestre dell’anno(ovviamente i 57 anni hanno rilevanza solo nell’ipotesi del requisito contributivo alternativo dei 40 anni); – dal 1° luglio dell’anno successivo per chi raggiunge i requisiti entro il quarto trimestre. Le regole attuali per determinare le finestre a favore dei lavoratori autonomi sono legate al raggiungimento del diritto (35 anni di contributi e il compimento del 58° anno di età , oppure 40 anni di contributi, prescindendo dal requisito anagrafico) nei vari trimestri dell’anno considerato. I lavoratori autonomi, quindi, quando raggiungono questo diritto entro il: – primo trimestre dell’anno, hanno diritto alla pensione di anzianità con decorrenza dal 1° ottobre del medesimo anno; – secondo trimestre dell’anno, hanno diritto dal 1° gennaio dell’anno successivo; – terzo trimestre, hanno diritto dal 1° aprile dell’anno successivo; – quarto trimestre, hanno diritto dal 1° luglio dell’anno successivo. Le finestre per i lavoratori autonomi secondo la riforma sono le seguenti due: – dal 1° luglio dell’anno successivo per chi matura il diritto nel primo semestre dell’anno; – dal 1° gennaio del secondo anno successivo alla data di raggiungimento dei requisiti per chi matura questi requisiti entro il quarto trimestre dell’anno. Quindi, nella situazione più sfavorevole, se si è nati il 1° gennaio, bisognerà attendere sino al 1° luglio (quindi 18 mesi) dell’anno successivo a quello del raggiungimento dei requisiti per andare in pensione. Per i personale del comparto scuola resta confermata un’unica finestra, quella di settembre. Certificazione del diritto alla pensione di anzianità. È uno dei punti qualificanti del pacchetto della riforma nel senso che potrà eliminare gli stati di incertezza che aleggiano attorno al lavoratore una volta raggiunto il diritto alla pensione e che stimolano l’interessato alla corsa alla presentazione della domanda di pensione per paura che una norma successiva possa disporre diversamente. Questo clima di incertezza verrà, perciò, eliminato. Il lavoratore potrà ottenere dall’ente previdenziale di appartenenza (Inps, Inpdap e così via) la "certificazione” della propria posizione previdenziale con l’attestazione del conseguimento del diritto alla pensione di anzianità. Questo diritto potrà essere esercitato dal lavoratore successivamente, quando vorrà, indipendentemente da ogni diversa previsione legislativa. Naturalmente per i lavoratori in possesso di tale certificazione non si applicano le nuove disposizioni che la riforma introdurrà.

        G.RO.