I supermercati: «Vogliamo vendere tutti i medicinali»

25/09/2006
    domenica 24 settembre 2006

    Pagina 17 -Economia e Finanza

    LIBERALIZZAZIONI – �ABBIAMO ASSUNTO I CAMICI BIANCHI, SULLA PROFESSIONALIT� NON SIAMO SECONDI A NESSUNO�

      I supermercati:
      �Vogliamo vendere
      tutti i medicinali�

        Barberini di Federdistribuzione: �Siamo uguali alle farmacie�

          Intervista
          Marco Sodano

            Il cliente ha sempre ragione: �E allora serviamolo meglio, andiamo incontro alle sue necessit�. Diamogli quello che vuole: medicinali, benzine, orario lungo, apertura la domenica. � lunga l’agenda di lavoro di Paolo Barberini, 47 anni, presidente di Interidis, da luglio chiamato a guidare l’associazione della grande distribuzione di Confcommercio (Federdistribuzione). Il suo programma: �Modernizzare�.

              Dottor Barberini, la ripresa di cui si parla tanto � arrivata alle casse dei supermercati?

                �I segnali sono ancora molto deboli. Quest’anno i consumi delle famiglie stanno crescendo dell’1%: poco per parlare davvero di ripresa. Forse c’� pi� fiducia. Ma noi registriamo un altro fenomeno importante: cambia la struttura della spesa delle famiglie italiane�.

                  In che modo?

                    �Si risparmia sull’alimentare, si spende di pi� nei servizi�.

                      � un settore che cresce: stanno arrivando le carte telefoniche col marchio del supermercato.

                        �Se gli italiani le scelgono, avranno i loro buoni motivi. Se scelgono la grande distribuzione, avranno i loro buoni motivi: ci incoraggiano a continuare. Ma sul piano delle istituzioni si fa davvero troppo poco per incoraggiare questa ripresa�.

                          Tra i primi provvedimenti del nuovo governo sono arrivate le liberalizzazioni. Potete vendere i medicinali da banco: sar� soddisfatto.

                            �Fino a un certo punto. Per ora quella di Bersani � una riforma a met�.

                              In che senso?

                                �Questione di logica: vogliamo vendere i farmaci da banco, almeno quelli che vanno in pubblici�, senza farmacista. Oppure – farmacista per farmacista – siamo uguali alle farmacie e vendiamo tutti i medicinali. Per coprire i turni ci vogliono tre preofessionisti: un investimento. Noi lo facciamo, per� non si pu� pretendere che lo facciamo in perdita. Abbiamo fatto gi� abbastanza sacrifici�.

                                  Sacrifici?

                                    �In questi anni abbiamo sopportato gli aumenti del costo dei trasporti, dell’energia, l’inflazione: i prezzi della grande distribuzione, nel 2004 sono calati dello 0,1% e nel 2005 dello 0,7�.

                                      Cosa chiedete?

                                        �Modernizzizione. Affrontiamo i nodi essenziali: per esempio, la vendita delle benzine�.

                                          La rete dei distributori italiani non � proprio all’avanguardia.

                                            �� obsoleta: questo ha un costo, che paga chi fa il pieno. Abbiamo 22mila distributori, appena il 18% sono automatici. La Francia � pi� grande dell’Italia, eppure i distributori sono 14mila, l’84% automatici. Le licenze, in Italia, sono di propriet� delle compagnie: che hanno poco interesse ad investire per rinnovare la rete�.

                                              I centri commerciali, invece, ce l’hanno?

                                                �Nei centri commerciali, per ora, si vende lo 0,8% dei carburanti venduti in Italia. L’interesse c’�, ma perch� se ne veda l’effetto dobbiamo poter lavorare sui grandi numeri�.

                                                  E aprire la domenica.

                                                    �Non � un nostro capriccio: sta cambiando il modo di vivere degli italiani. Sempre pi� famiglie fanno la spesa di domenica: � il secondo giorno della settimana per incassi. Come sta crescendo la clientela nelle ore del tardo pomeriggio. Eppure quando vogliamo allungare gli orari troviamo resistenze fortissime�.

                                                      Giusto quest’anno il presidente della Sardegna ha imposto ai negozi la chiusura di Ferragosto.

                                                        �Sono posizioni di principio che francamente non capisco. Noi non obblighiamo i nostri clienti a venire di domenica a fare la spesa. Non li obblighiamo a comprare la benzina o una carta telefonica. Scelgono loro: chiediamo solo che si rispettati questa libert�. Si chiamano liberalizzazioni? Liberalizziamo�.