I supermercati non vogliono più i ticket restaurant

12/10/2010

Dilaga la protesta nei supermercati italiani sui buoni pasto. Molti non accettano più i ticket che sono ormai considerati solo come una fonte di perdite. «Se anche alcune catene della grande distribuzione cominciano a rifiutare. I buoni pasto vuol dire che la situazione è arrivata davvero al culmine», lamenta Lino Stoppani, presidente Fipe, la federazione dei pubblici esercizi che aderisce a Confcommercio. Il problema, perla Fipe, è nel sistema di aggiudicazione delle gare di appalto Dei servizi sostitutivi mensa che«trasferisce sulla Filiera dei pubblici esercizi tutti gli svantaggi per aggiudicazioni effettuate a valori molto inferiori rispetto al nominale. L’uso del buono pasto – prosegue Stoppani – ha ormai profondamente tradito il suo principio ispiratore, trasformandolo da titolo di credito mirato a consumare il pasto nell’intervallo di lavoro, a semplice buono spesa utile per comperare di tutto, con evidenti irregolarità anche di natura amministrativa- fiscale».
Per il presidente Fipe si tratta di «un meccanismo pericoloso, perché i buoni pasto diventano dei titoli di credito al portatore, equiparabili – conclude – in tutto e per tutto a carta moneta che però sfugge al controllo della Banca d’Italia».