I soci di risparmio contro Jolly Hotels

07/10/2002




            5 ottobre 2002

            FINANZA E MERCATI




            I soci di risparmio contro Jolly Hotels

            Pronta una guerra legale per evitare la conversione

            A.Za.


            MILANO – Botta e risposta tra la società Jolly Hotels e gli azionisti di risparmio della società, quotata a Piazza Affari. L’amministratore delegato, Ugo Maria Zanuso, ha convocato per l’11 di novembre l’assemblea ordinaria e straordinaria per deliberare la conversione facoltativa delle azioni ordinarie in azioni di risparmio, in ragione di una azione di risparmio ogni 100 azioni possedute. Con questa operazione, la società mira ad aumentare la liquidità dei titoli di risparmio – che sono solo 44.800, pari al 0,224% del capitale – e a farne riprendere le contrattazioni, sospese dal maggio scorso per eccessi di rialzo. «Il delisting avrebbe potuto essere un’altra opzione – ha commentato l’ Amministratore Delegato di Jolly Hotels – ma sarebbe andata a danno degli azionisti». Il rappresentante di questi azionisti di risparmio, Gianfranco D’Atri, non è però d’accordo ed è determinato ad opporsi, anche per via legale, alla conversione. D’Atri ha convocato un’altra assemblea per il 16 di novembre, e tra le proposte all’ordine del giorno c’è anche un’eventuale azione di risarcimento per i danni subiti a seguito della sospensione dei titoli Jolly Hotels di risparmio nonché una verifica dei compensi per gli amministratori di Jolly Hotels. Ugo Maria Zanuso sdrammatizza l’intera vicenda: «un aumento delle azioni risparmio dovrebbe essere approvato dall’assemblea, ma una conversione facoltativa delle azioni può essere decisa dal management in piena autonomia.» Come dire: mancano i presupposti per un’azione legale. E ricorda che «non è il primo caso di sospensione dei titoli risparmio». In effetti, durante il mese di Maggio, Borsa Italiana ha aveva adottato dei provvedimenti ristrettivi su sette azioni di risparmio per arginare movimenti anomali. Si trattava allora, oltre a Jolly Hotels, di Gemina, Stefanel, Premuda, Necchi, Pininfarina e Saipem. Tutte le società coinvolte hanno negato operazioni sul capitale, e anche Zanuso si è sempre dichiarato estraneo a tali movimenti:«Personalmente posso presumere che sia stata opera sua (di Gianfranco D’Atri,ndr)». Ma nel caso delle azioni risparmio di Jolly Hotels e Necchi, Borsa Italiana è arrivata a disporre la sospensione a tempo indeterminato, con la possibilità di revoca. Una misura che ha,di fatto, congelato lo 0,2% del capitale di Jolly Hotels, per un valore complessivo di circa 580 mila euro. Ma l’ amministratore delegato non sa rispondere alle insistenti domande sui tempi della riammissione alla contrattazioni o sul delisting: «Se l’assemblea approverà il progetto di conversione, gli azionisti saranno liberi di aderire, e a quel punto si vedrà». Zanuso, oltre alla conversione, proporrà all’assemblea una modifica dello statuto che permetta di estendere anche alle azioni risparmio la facoltà di riacquisto che ora il management ha per le azioni proprie, nel tentativo di stabilizzare i corsi di borsa quando e se riprenderanno. Aspettando che la vicenda si risolva, l’imprenditore guarda alla solidità dell’azienda e ricorda i numeri di quest’anno:«chiuderemo il 2002 in utile, non solo grazie alla vendita di tre alberghi, ma anche alla ripresa del business». L’estate non è andata bene per Jolly Hotels – ha spiegato Ugo Maria Zanuso – ma i mesi in cui le società alberghiere fanno profitti sono Aprile e Settembre, e nel mese scorso gli alberghi hanno registrato un +10% delle presenze.