I sindacati verso lo sciopero unitario

14/03/2002


GIOVEDÌ, 14 MARZO 2002
 
Pagina 13 – Economia
 
ECONOMIA E POLITICA
 
La Uil propone a Cgil e Cisl di proclamarlo entro aprile. Cofferati: dopo quelle salariali il governo vuole le gabbie dei diritti
 
I sindacati verso lo sciopero unitario
 
Berlusconi: "Io ho fatto il possibile, altri non vogliono ragionare"
 
 
 
Volontè (Ccd): "L´unità della maggioranza è più importante"
Oggi a Barcellona lavoratori in piazza
 
VITTORIA SIVO

ROMA – Sciopero generale unitario entro aprile. E´ la nuova parola d´ordine che ha rinsaldato l´alleanza fra Cgil, Cisl e Uil, pronte a superare la lunga fase di gelo nei loro rapporti in nome di un´offesiva comune contro le modifiche all´art.18. E lo scontro non si esaurirà con la prova di forza dello sciopero generale, ma proseguirà, nelle intenzioni di Cofferati, Pezzotta e Angeletti, con altre agitazioni e manifestazioni. «Sarà un conflitto diffuso e duraturo nel tempo, in tutti i luoghi di lavoro e nelle piazze», ha dichiarato il leader della Uil, promotore di un incontro con gli altri due segretari generali da tenersi i primi della prossima settimana per decidere assieme forma e data della protesta.
Minacce che comunque non hanno prodotto ulteriori ripensamenti nel governo, pronto a dare seguito nell´odierno Consiglio dei ministri alle deroghe all´art.18 dello Statuto dei lavoratori. Ne sono implicita conferma le parole pronunciate ieri da Silvio Berlusconi: «Il governo ha fatto tutto il possibile per evitare il conflitto. Se poi dall´altra parte si issano bandiere ideologiche e non si vuole ragionare non è colpa mia». Fine dei distinguo, da parte del governo, fra Cgil da una parte e Cisl e Uil dall´altra, con il ministro dell´Economia Giulio Tremonti che constata nel sindacato «una regressiva tendenza verso il luddismo». «Non si tratta di una critica, ma di una valutazione storica», ha aggiunto ritenendo risibile che lo si consideri un insulto, così come non è certo un´offesa, secondo il ministro, dire che Cofferati è «l´archetipo del moderno reazionario».
Tutti e tre i leader sindacali italiani oggi a Barcellona parteciperanno ad una manifestazione dei sindacati europei che dovrebbe raccogliere oltre 50 mila persone, per richiamare i governi dell´Ue ad un maggiore impegno per la piena occupazione e i diritti sociali. Invece a Roma il 23 marzo sarà la sola Cgil a manifestare in piazza, visto che Pezzotta e Angeletti hanno ribadito ieri che né la Cisl né la Uil vi aderiranno.
Ma il fronte si ricompatta contro le modifiche alle norme sui licenziamenti: accettato da Cofferati e Pezzotta l´invito di Angeletti ad un vertice unitario per decidere iniziative comuni, i segretari generali delle tre Confederazioni hanno pesantemente attaccato il governo. Sergio Cofferati parla di «atto vergognoso» e di «gabbie dei diritti, dopo le gabbie salariali» a proposito della possibilità che il governo applichi al Sud la deroga all´art.18 per i lavoratori che passino dai contratti a termine ai contratti a tempo indeterminato. Savino Pezzotta accusa il governo di avere scelto «lo scontro sociale»: «Chi è sfidato deve difendersi», «la nostra scelta di fondo è l´autonomia, se qualcuno voleva accaparrarci, ora ha capito di che pasta siamo fatti».
Intanto la Confindustria si attrezza con un servizio di protezione legale alle imprese messo a punto dall´associazione della Piccola industria. Si tratta di un´assicurazione per rifarsi delle spese legali, con un´unica polizza che va da 230 euro a 9000 euro a seconda dell´opzione scelta e del numero dei dipendenti, per controversie di lavoro con dipendenti, di inadempienze contrattuali e per tutta una serie di altre evenienze.