I sindacati tornano a incontrarsi (senza Montezemolo)

18/10/2004

            domenica 17 ottobre 2004

              Dopo il rinvio dell’appuntamento con il presidente di Confindustria, i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil domani si vedranno per definire un percorso comune
              I sindacati tornano a incontrarsi (senza Montezemolo)

                MILANO Cgil, Cisl e Uil tornano da domani a discutere. Dopo il nuovo rinvio del tavolo della concertazione con Confindustria, i sindacati confederali hanno l’urgente necessità di chiarire tra loro un percorso comune da proporre ai dirigenti degli industriali. Infatti dopo la falsa partenza dell’estate scorso, quando il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, decise di interrompere la discussione perché il documento di lavoro proposto allora dal vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei conteneva un capitolo sulla riforma degli assetti dei contratti di lavoro che non era mai comparso nell’agenda sindacale.

                Quell’episodio, però aveva aperto una crepa nei rapporti tra le tre confederazioni, che adesso – passo dopo passo – i segretari Epifani, Pezzotta e Angeletti stanno ricucendo cercando un’intesa sulle priorità da sottoporre a Montezemolo e Bombassei. Il nodo da sciogliere, all’interno dei vertici delle organizzazioni sindacali, resta quello della struttura dei contratti, basati sull’impianto creato con l’accordo del luglio 1993. «Sulla riforma del modello contrattuale serve un patto tra Cgil, Cisl e Uil. Un “affidamento” a che il problema debba essere affrontato a stretto giro di posta – spiega il leader della Uil. Luigi Angeletti,alla vigilia dell’incontro con Epifani e Pezzotta – l’alternativa è andare avanti, in un clima di sospetti e di rapporti avvelenati fino a che ognuno non andrà per la propria strada».

                  E al confronto di domani, che probabilmente non si svolgerà in una sede sindacale, la Uil si appresta a presentare una proposta di mediazione per cercare di sciogliere quello che ormai appare il nodo dei nodi, la riforma del modello contrattuale e la trattativa da avviare con Confindustria. «Proporrò operativamente di coniugare la necessità di un confronto serrato tra di noi e di un confronto con Confindustria – spiega Angeletti, che evita di entrare nel dettaglio della sua proposta – credo che ci siano più del 50% di probabilità che venga accettata».

                    Sarà una riunione importante, quella di domani, come confermano le parole del segretario della Uil: «Il rischio che ognuno scelga di andare per la propria strada è altissimo. Gli indizi già ci sono tutti. Ma credo nessuno sia in condizione di correre a cuor leggero verso una situazione di divaricazione sindacale. E di conseguenza prima di abbandonare la partita ci penseremo a lungo».

                      Le posizioni di Cgil, Cisl e Uil sulla riforma non sono cambiate nell’ultimo mese, ma a peggiorare è l’emergenza economica e la consapevolezza di non poter restare ai margini di una discussione sul futuro del paese. Questioni che, ovviamente, rappresentano un forte collante per l’unità sindacale su tutti gli altri temi. Proprio per questo, in più occasione, il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha ribadito che di fronte a uno scenario così preoccupante il dibattito sui modelli contrattuali è tutt’altro che una prioprità.

                        Ieri, comunque, anche il segretario della Cisl, Savino Pezzotta ha parlato dell’appuntamento di domani: «Sono stato io a chiedere un incontro ai segretari generali di Cgil e Uil perché c’è bisogno di un chiarimento su una serie di questioni per capire come andare avanti – ha detto laconicamente – non faccio previsioni e la mia posizione, che esporrò lunedì ad Epifani e Angeletti, è nota».

                          gp.r.