I sindacati temono una deriva incontrollata

23/09/2005

    venerdì 23 settembre 2005

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      Epifani, Pezzotta e Angeletti: voto prima possibile

        I sindacati ora temono una deriva incontrollata

          LINA PALMERINI

          ROMA • «Per fortuna abbiamo l’euro: pensa cosa sarebbe successo alla lira in una situazione di crisi economica, politica e di un’Istituzione come la Banca d’Italia» , dice Savino Pezzotta, segretario generale della Cisl.

          Ieri, dopo la notizia delle dimissioni di Domenico Siniscalco, dopo la sfiducia del premier al Governatore della Banca d’Italia, dopo la nuova nomina di Giulio Tremonti, l’atmosfera in casa dei tre sindacati era una: andare alle urne. Dunque, votare subito perché è troppo grave la crisi politica, troppo pesante la crisi economica e l’allarme sui conti pubblici. E soprattutto è esplosiva la combinazione delle due emergenze, politica e finanziaria. Il timore di Cgil, Cisl e Uil — che diventa di giorno in giorno una certezza — è che presto toccherà a loro pagare il prezzo di questa instabilità politica e incertezza economica. Un prezzo pesante per il lavoro dipendente che già in altri momenti bui — come nel ‘ 92 — fu versato. «L’interesse del Paese chiede che si voti » , ha detto ieri il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che ha bocciato anche la nomina di Giulio Tremonti al ministero dell’Economia « perché in questo modo il Governo ha deciso di non fare un gesto di responsabilità » .

          Il punto ora è la legge Finanziaria. Si scrivano tre priorità: Mezzogiorno, sostegno ai redditi dipendenti e incentivi alle imprese.
          Poche misure da mettere nella manovra. E poi al voto » , dice Savino Pezzotta che già al suo congresso di luglio aveva chiesto le elezioni anticipate per evitare una Finanziaria elettorale e mesi di propaganda inutili per il Paese. Insomma, anche la sostituzione immediata all’Economia con il ministro Tremonti non ci porta fuori dal rischio di una più grave crisi.

          «Non è il sindacato che sceglie chi è il ministro ma noi abbiamo la responsabilità di dire che così come stanno andando le cose non va bene» , ha chiuso Pezzotta.

          La preoccupazione non è solo l’oggi. È il «dopo, chiunque vincerà» , dice il leader della Cisl che sente già che il Paese è entrato in una nuova emergenza sui conti pubblici. «Il nuovo Governo dovrà aprire una nuova stagione di concertazione per recuperare rigore sulla finanza pubblica e puntare alla crescita» , dice Pezzotta.

          Ed è molto pessimista Luigi Angeletti, leader della Uil, che parla adirittura di «deriva incontrollata» dopo la notizia delle dimissioni di Domenico Siniscalco. «Sono un durissimo colpo per la stabilità e la credibilità del Governo. Il vero problema — ha detto Angeletti — è l’economia. Se emergono contrasti e contraddizioni di tale portata proprio quando bisognerebbe pensare solo alla crescita economica e allo sviluppo del nostro Paese, il rischio di una deriva incontrollata diventa concreto» . Non serve a molto, quindi, l’avvicendamento alla poltrona di Via XX Settembre, nuovamente occupata da Giulio Tremonti.
          «Hanno scelto il candidato più autorevole, ma ciò non cambia la sostanza delle cose: o il Governo è in grado di fare una Finanziaria capace di affrontare la questione della crescita economica o, se ciò non sarà possibile, è bene che il Governo ne prenda atto subito» . La Uil: durissimo colpo alla credibilità del Governo