I sindacati: subito la convocazione sui contratti

13/04/2005
    mercoledì 13 aprile 2005

    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 2

      I sindacati: subito la convocazione sui contratti

        LINA PALMERINI

          ROMA • Una richiesta urgente per il premier: ci convochi al più presto. I leader di Cgil, Cisl e Uil hanno riunito ieri le categorie del pubblico impiego e hanno deciso di fare un ulteriore tentativo per aprire la trattativa sui rinnovi contrattuali. Prima di usare l’ultima arma — lo sciopero generale — il sindacato prova a giocare la carta di un incontro con il presidente del Consiglio ma anche con i presidenti di Regioni ed enti locali. Solo dopo si riuniranno i delegati in un’assemblea generale per decidere di scendere nuovamente in piazza — sarebbe la quinta volta — in assenza di passi avanti sul negoziato. « Ora che la sbornia elettorale è passata — commenta Antonio Foccillo, segretario confederale Uil — è urgente chiudere i contratti pubblici scaduti da un anno e mezzo » . Al sindacato conviene prendere tempo, viste le incertezze della maggioranza, e programmare la mobilitazione più in là.

          Al vertice di giovedì si parlerà anche di pubblico impiego così come sarà sul tavolo della coalizione la riduzione del costo del lavoro. A metterla tra le priorità sarà la Lega che potrà contare sull’appoggio degli alleati, da An all’Udc. Sempre che il ministro dell’Economia dia i margini finanziari necessari.

          Intanto, c’è chi dalle parole passa ai fatti. È l’Ipsema ( Istituto di previdenza per il settore marittimo) a fare una fuga in avanti: il consiglio di amministrazione dell’Istituto, con una delibera, punta alla riduzione di mezzo punto del costo del lavoro per i marittimi. « Dato che l’entità dei contributi dovuti da ciascuna della varie categorie assicurate è diversamente articolata tra loro— afferma il presidente Antonio Parlato — questo potrà anche significare che la riduzione proposta in assoluto potrà anche raggiungere per alcune di esse il 10% dei contributi da erogare all’Ipsema » . Il presidente, ricordando che l’avanzo tecnico dell’Istituto ammonta a più di 118 milioni di euro spiega che « potrà essere utilizzato dall’Istituto anche per attività di prevenzione. La riduzione potrebbe riguardare anche l’introduzione di un bonus che riduce le aliquote a fronte di comportamenti diretti alla riduzione degli infortuni marittimi e delle malattie professionali ».

            Si consolida anche il fronte bipartisan sul costo del lavoro. È Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze dei Ds a lanciare una proposta sull’Irap: tassare solo il salario ma non i contributi sociali, come accade oggi. «Si ridurrebbe così — spiega Visco — di oltre il 2% il costo del lavoro. Ma l’Esecutivo continua a sparare cifre ai limiti della stravaganza, 7, 5, 12 miliardi e i soldi non ci sono: abbiamo un disavanzo che viaggia intorno al 4,5% del Pil, con altri 12 miliardi da utilizzare per l’abbattimento del costo del lavoro o la riduzione dell’Irpef arriveremmo al 5,5% senza contare le una tantum».