I sindacati: subito il tavolo-pensioni

10/04/2003



              Giovedí 10 Aprile 2003
              ITALIA-POLITICA
              I sindacati: subito il tavolo-pensioni


              ROMA – Si intensifica il pressing dei sindacati sul ministro Roberto Maroni per riavviare il confronto sulle pensioni. Cgil, Cisl e Uil hanno inviato ieri una nuova lettera al titolare del Welfare in cui lo sollecitano a fissare l’incontro già chiesto il 26 marzo e, nel frattempo, a sospendere la discussione al Senato sulla delega. I sindacati ribadiscono anche il "no" agli interventi strutturali sulla previdenza (accelerazione della riforma Dini con l’estensione a tutto campo del "contributivo" e i disincentivi) suggeriti in un’intervista dal capo dipartimento affari economici della Presidenza del consiglio, Gianfranco Polillo, per far quadrare i conti pubblici. Secondo il leader della Cisl, Savino Pezzotta, se ci sono problemi per i conti pubblici, non si può pensare di risolverli con le pensioni: «Non sono un salvadanaio». Per Pezzotta, in altre parole, va soltanto riavviato subito il confronto sulla delega-Maroni per migliorare la delega all’esame del Senato con alcuni correttivi, primo fra tutto lo stop alla decontribuzione. Di qui le nacessità di un incontro per il quale Maroni non ha ancora fissato una data: «Lo faremo entro Pasqua», si è limitato a dire il ministro nei giorni scorsi. Anche il leader della Uil, Luigi Angeletti, ripete che i sindacati stanno aspettando la convocazione del Governo. Ma per il direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi, «per arrivare a testa alta nel 2004 sul fronte dei conti pubblici bisogna fare una riforma strutturale delle pensioni, altrimenti la spesa pubblica tornerà fuori controllo». Commentando una recente intervista rilasciata da Guglielmo Epifani, Parisi ha afferma anche che «se la Cgil smette di fare politica la cosa ci riempie di fiducia: Epifani ha detto che il problema della Cgil è ricominciare a fare sindacato, ed è estremamente positivo che lo ammetta. Sono tre anni – ha aggiunto – che noi diciamo che la Cgil stava facendo un altro mestiere». La stessa Cgil e anche la Uil sono d’accordo con la Cisl sul "no" a una riforma previdenziale che turi le falle dei conti pubblici. Morena Piccinini (Cgil), Pierpaolo Baretta (Cisl) e Adriano Musi (Uil), che hanno firmato la lettera inviata ieri a Maroni per sollecitare l’incontro sulle pensioni, sostengono che non c’è alcuna emergenza previdenziale. I conti pensionistici «sono in ordine e in equilibrio», afferma Piccini. Se c’è davvero un «allarme nei conti pubblici sarebbe meglio che il Governo discutesse con noi su come si rilancia lo sviluppo e l’occupazione», dice Baretta, mentre per Musi «si continua a fare confusione tra risanamento dei conti pubblici e previdenza». I tre segretari confederali, poi, incalzando Maroni: «Ricordiamo che a tutt’oggi – scrivono nella lettera – non è prevenuta alcuna convocazione per l’incontro di merito con le organizzazioni sindacali più volte annunciato». Poi Piccinini, Baretta e Musi aggiungono che l’incontro, chiesto il 26 marzo, va fissato «in tempi certi» e che in «tale sede andranno ricercate le soluzioni condivise rispondenti ai contenuti del documento unitario da tempo in possesso del ministro del Parlamento». I sindacati, dunque, tornano a chieder l’apertura di un tavolo sulle pensioni. Ma Maroni, che pure è intenzionato a incontrare i sindacati, non appare d’accordo visto che considera il Senato la vera sede di mediazione sulla delega.
              M.ROG.