I sindacati scrivono a Berlusconi: adesso i fatti

17/11/2005
    giovedì 17 novembre 2005

    I sindacati scrivono a Berlusconi:
    adesso i fatti

      Epifani, Pezzotta e Angeletti: basta parole, aiuti alle fasce sociali più deboli

        Milano

          LETTERA – Un problema «così grave» come quello della casa «non può attendere risposte di lungo periodo o, peggio, essere strumentalizzato», ma «richiede misure positive e concrete nell’immediato, prima che la Finanziaria sia definitivamente approvata». Così i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, scrivono in una lettera a Berlusconi, dopo l’ultima boutade. «Abbiamo appreso con soddisfazione – proseguono infatti – il suo interesse a intervenire a sostegno delle famiglie che necessitano di un alloggio, ma purtroppo le sue parole a oggi non trovano alcun riscontro nei provvedimenti governativi».

            La lettera continua ricordando «l’indisponibilità dimostrata dal suo Governo nel convocare la Conferenza nazionale sulla casa da noi richiesta, insieme agli operatori sociali del settore e alle istituzioni regionali e locali, e l’indifferenza verso le proposte costruttive, credibili e attuabili che il sindacato unitariamente da anni avanza». E circa la possibilità degli inquilini in difficoltà di acquistare un’abitazione «riteniamo – dicono i tre segretari – che l’aspirazione alla proprietà sia legittima e opportuna quando economicamente percorribile, ma nel contempo le facciamo notare che nel nostro Paese esiste un rapporto anomalo tra proprietà e affitto e che un intervento indirizzato ai maggiori bisogni è obbligatorio che passi attraverso una proposta che privilegi l’affitto».

              Tra le misure attuabili già in questa Finanziaria i sindacati indicano l’attuazione di «provvedimenti mirati per le fasce sociali più deboli». In primo luogo maggiori risorse per il Fondo sociale per il caro-affitti e l’emergenza sfratti, la modifica della 431 del ‘98 (la legge che regola il mercato dell’affitto) per rafforzare il canale contrattato (contratti tipo 4 anni più 4) rispetto a quello libero, e il ripristino dell’Iva al 10% per le ristrutturazioni edilizie.

                Oggi Cgil, Cisl e Uil forniranno dati precisi sull’emergenza casa. «Chi propugna la mobilità deve fornire anche gli strumenti perchè sia sostenibile – dice Paola Agnello Modica della segreteria confederale Cgil – Serve una vera politica degli affitti, i cui canoni sono impossibili per la maggior parte degli inquilini. E che hanno spinto molti a strangolarsi coi mutui. Come mai nel resto d’Europa la percentuale di proprietari è inferiore che in Italia?». Anche perchè gli italiani si vanno impoverendo, e il divario tra ricchi e poveri è sempre più ampio, come dimostra anche «il notevole spostamento di risorse – dice Agnello Modica – dal mondo della produzione e del lavoro a quello della rendita, soprattutto immobiliare». Tutti motivi per cui quello delle politiche abitative sarà uno dei temi centrali dello sciopero generale del 25 novembre.

                  la.ma.