I sindacati puntano sugli incentivi

01/12/2003



      Domenica 30 Novembre 2003


      I sindacati puntano sugli incentivi

      Cgil, Cisl e Uil preparano il piano unitario: trattamenti più ricchi per chi resta al lavoro


      ROMA – Già domani, subito dopo la presentazione alla stampa della manifestazione nazionale del 6 dicembre contro la riforma delle pensioni, i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil si vedranno per verificare se davvero ci sono le condizioni per una proposta unitaria. Alcune idee condivise ci sono: l’aumento dei contributi per alcune categorie di lavoratori per incrementare le entrate dell’Inps, ma si punta soprattutto sugli incentivi per chi resta al lavoro. In particolare, l’idea è "arricchire" le pensioni dei lavoratori che decidono di restare anche oltre i 57 anni di età. Un incremento del trattamento previdenziale con un incentivo che andrebbe oltre il 2% attuale e che agirebbe in alternativa a quello già proposto dal ministro Maroni. Il lavoratore potrebbe, quindi, scegliere tra il superbonus del Governo (33%) che va direttamente in busta paga ma senza incrementare l’assegno previdenziale, oppure avere una pensione più "ricca". Ma ieri a sparigliare il fronte sindacale è stata una proposta che punta a contenere il problema della "gobba" previdenziale: l’idea, di paternità cigiellina, è di affidare a un fondo creato ad hoc il compito di livellare la spesa. In pratica, il lavoratore potrà scegliere di affidare i soldi accantonati del Tfr a un fondo che investirà sul mercato: solo la quota di "utili" ricavati dagli investimenti verranno poi dirottati per "coprire" la gobba mentre la liquidazione del lavoratore resterebbe intatta. L’ipotesi, è stata prontamente smentita dal segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: «La proposta – ha detto – la faccia Maroni, noi abbiamo già respinto la controriforma avanzata dal Governo».
      E una doccia gelata è arrivata anche dalla Cisl. «Non è quella la proposta unitaria», ha detto ieri il leader della Cisl, Savino Pezzotta che nutre forti perplessità sull’ipotesi di un fondo anti-gobba. Stesso scetticismo arriva dal numero uno della Uil, Luigi Angeletti: «Non posso fare alcuna valutazione perchè è una proposta di cui non abbiamo mai discusso». Intanto il tempo stringe. E non solo perché il 6 dicembre c’è la manifestazione nazionale contro la riforma delle pensioni e contro la Finanziaria. Ma anche perché al Senato, già la prossima settimana, si riprenderà l’esame della legge delega del Governo. Per avere chance di vedere la proposta sindacale tradotta in emendamenti, i sindacati hanno, quindi, ancora poco tempo. «Ma noi non andiamo di corsa. Non ci siamo posti un traguardo temporale ma politico», ha commentato Luigi Angeletti. Fino a sabato comunque non si litiga. Anche se le contro-proposte sulla previdenza, su cui si stanno confrontando i tecnici delle diverse confederazioni, stanno creando forti tensioni, la parola d’ordine è tenere il fronte compatto fino alla manifestazione del 6 dicembre.

      LI.P