I sindacati pronti allo sciopero contro la Finanziaria

10/10/2005
    lunedì 10 ottobre 2005

    I sindacati pronti allo sciopero contro la Finanziaria

      Stamane si riuniscono le segreterie unitarie di Cgil, Cisl e Uil. Epifani: serve una risposta forte

        di Marco Tedeschi / Milano

          ORA BASTA. Una «risposta forte»annuncia Guglielmo Epifani. E Savino Pezzotta conferma che ormai non si può più stare fermi, soprattutto dopo «l’attacco a freddo» inferto da Tremonti alle tre organizzazioni sindacali su patronato e Caaf.

            Oggi si riuniranno a Roma le segreterie unitarie di Cgil, Cisl e Uil per decidere quale risposta dare ad una Finanziaria giudicata sbagliata e iniqua. E l’ipotesi di uno sciopero generale, forse nella prima metà di novembre dopo una serie di attivi dei lavoratori, prende sempre più corpo.

              «Siamo alla fine della legislatura – ha spiegato Epifani al termine della manifestazione dell’Unione in Piazza del Popolo – . Quello che è stato fatto doveva esser fatto prima, adesso mi pare difficile nel giro di qualche mese poter rimediare ai guasti fin qui prodotti». Quella che abbiamo davanti – ha aggiunto – è una Finanziaria che non porta nulla ai lavoratori, non porta nulla a quelli che perdono il lavoro, perché abbiamo una cassa integrazione senza risorse, non porta nulla al fiscal drag dei lavoratori dipendenti, nulla ai pensionati e quasi nulla agli investimenti soprattutto nel Mezzogiorno».

                Si prepara dunque un autunno caldo? «Si preparerà – ha aggiunto il segretario generale della Cgil una risposta del sindacato che prepareremo domani(oggi per chi legge, ndr) insieme a Cisl e Uil. Io credo che sarà una risposta forte perchè per quanto riguarda il mondo del lavoro, dei pensionati e dei giovani, non c’è praticamente nulla». Possibile lo sciopero generale? «Lo decideremo insieme», ha concluso Epifani.
                Della necessità di una risposta dei sindacati al governo si è detto certo anche Savino Pezzotta, che vede più vicina l’ipotesi dello sciopero.

                  «Dopo l’attacco a freddo inferto da Tremonti alle tre organizzazioni sindacali su patronato e Caaf – ha detto il segretario della Cisl a margine di un convegno a Udine – io credo che qualche risposta bisognerà metterla in piedi. Non si può continuare a voler mettere in discussione ciò che va a vantaggio dei più deboli di questa società. Caaf e patronati (che Tremonti vorrebbe liberalizzare, ndr) non sono una forma di accumulazione sindacale, ma una risposta ai bisogni delle persone, soprattutto le più deboli». È un sopperire alle inefficienze dello Stato – ha proseguito Pezzotta – perchè se avessimo uno Stato che funziona meglio e se avessimo dei servizi pubblici migliori non ci sarebbe bisogno nè del Caf nè del Patronato. Io ho capito che si vuole aprire di più ai professionisti, con parcelle belle alte, così avremo risolto anche questo problema».

                    Lo scontro tra sindacati e governo sulla Finanziaria si preannuncia dunque molto aspro. I rilievi mossi da Cgil, Cisl e Uil al documento presentato da Tremonti toccano questioni di fondo, come quella degli ammortizzatori sociali. Sotto questa voce infatti la Finanziaria non ha previsto nulla con il rischio che migliaia di lavoratori nei prossimi mesi non solo rischieranno di rimanere senza lavoro ma non vedranno nemmeno un euro sotto dorma di cassa integrazione.

                      Cgil, Cisl e Uil hanno già scritto al ministro dell’Economia protestando per il mancato finanziamento del fondo che garantisce l’indennità di cassa integrazione a chi ha perso il lavoro in quei settori e in quelle imprese escluse dal regime ordinario. Secopndo i calcoli dei sindacati servirebbero 600 milioni di euro, di cui allo stato nella legge finanziaria non c’è alcuna traccia.