I sindacati pronti al tavolo per i nuovi contratti

08/11/2007
    giovedì 8 novembre 2007

      Pagina 15 – Economia & Lavoro

        I sindacati pronti al tavolo
        per i nuovi contratti

          Epifani: tocca al governo prendere l’iniziativa.
          Damiano raccoglie l’invito

            di Giampiero Rossi/ Roma

            APERTURA Adesso i tempi sono maturi anche per la Cgil. L’interminabile discussione sul rinnovo dei modelli contrattuali potrebbe essere davvero a un punto di svolta, a uno sbocco concreto. Ieri, intervenendo all’assemblea nazionale della Cisl, Guglielmo Epifani ha detto che anche a giudizio della sua organizzazione sindacale l’accordo del ’93 ha bisogno di modifiche e di interventi di «manutenzione».

            C’era molta attesa per la presa di posizione di Epifani su questa materia. E le sue parole sono state accolte dalla platea della Cisl (e non solo) con evidente soddisfazione. «A distanza di tanti anni una verifica credo che sia necessaria – dice il leader della Cgil – l’accordo del 23 luglio risale a tanti anni fa è stato di grande importanza, ma a distanza di tanti anni credo una verifica sia necessaria». È l’apertura che mancava per poter aprire il cantiere sui contratti, ma Epifani frena gli eventuali entusiasmi di Confindustria e chiama in causa il governo nel ruolo di garante delle revisioni. «Chi deve assumersi la responsabilità formale di aprire una verifica sul modello del 23 luglio – ha sottolineato – deve essere il governo, chiamando al tavolo tutte le parti sociali. Questa è la strada maestra. Se noi iniziassimo la discussione con Confindustria, con il contratto del pubblico impiego aperto, con il commercio che si fa la sua discussione e i trasporti la loro, arriveremmo ad una situazione che inevitabilmente ci sfuggirebbe di mano. Se vogliamo fare questa cosa con serietà e determinazione è possibile, questo è un passaggio a cui non possiamo sfuggire».

            A nome del governo, il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, accoglie l’invito, ma sollecita un accordo sull’eventuale coinvolgimento dell’esecutivo: la riforma del modello contrattuale, tiene a ricordare, è «prerogativa fondamentale delle parti sociali» ma, se le parti unanimemente ritengono che sia necessario un intervento di avvio del tavolo e di tutoraggio, il ministero del lavoro e il governo «non si tireranno sicuramente indietro». E ribadisce anche la sua opinione sull’opportunità di tornare a una cadenza triennale dei contratti nella quale coincidano il rinnovo della parte normativa e di quella economica. «Riteniamo – spiega a margine della presentazione dell’indagine conoscitiva sugli enti previdenziali – che la manutenzione del modello contrattuale sia una necessità e soprattutto vogliamo rispondere alla domanda che arriva di aumento del potere di acquisto delle retribuzioni».

            Ma se sulla necessità di svecchiare il modello del 23 luglio i sindacati sono compatti, sul ruolo del governo le posizioni sono tutt’altro che unitarie: Cisl e Uil sono infatti più propense ad avviare il confronto direttamente tra le parti, cioè con Confindustria. E anche le associazioni imprenditoriali si dicono favorevoli a una «manutenzione» che inizi dalle parti sociali: «Stiamo spingendo per aprire un tavolo – dice il direttore generale di Confindustria, Maurizio Beretta – speriamo che da oggi si possa passare a una fase operativa».