I sindacati procedono in ordine sparso

17/01/2003

17 gennaio 2003



 
 
Pagina 7 – Economia
 
 
Epifani lavora ad una proposta d´iniziativa popolare. Pezzotta: referendum sbagliato, sul voto decideremo
I sindacati procedono in ordine sparso

Cgil favorevole ad una legge, Cisl e Uil più defilate


          ROMA – La Cgil prepara un proposta di legge d´iniziativa popolare per l´estensione dei diritti ai parasubordinati e ai lavoratori delle imprese sotto i 16 dipendenti, la Cisl dice che se ne deve occupare il Parlamento, la Uil è anch´essa favorevole alla via legislativa, ma – se il referendum non sarà evitato – potrebbe invitare i suoi iscritti a votare sì, come chiede la minoranza interna. Il via libera della Consulta al referendum per l´estensione delle tutele dell´art.18 ai lavoratori delle piccole imprese crea imbarazzo nei sindacati, che tuttavia ostentano tranquillità.
          Per la Cgil quella della legge è «la strada maestra» per allargare le tutele dei lavoratori: «C´è il problema dei lavoratori atipici e parasubordinati; c´è la questione del rafforzamento della riforma degli ammortizzatori sociali; c´è il tema del rafforzamento delle tutele nelle imprese sotto i 16 dipendenti», dice il segretario generale Guglielmo Epifani. Ci sono due modi, spiega il segretario confederale Beppe Casadio, per aumentare le tutele contro i licenziamenti senza giusta causa per i dipendenti delle piccole imprese: abbassare la soglia dimensionale dei 15 dipendenti (si pensa a cinque, ndr); oppure inasprire le sanzioni per i titolari delle piccole imprese che non riassumono i dipendenti licenziati senza giusta causa dopo la sentenza di reintegro: oggi infatti, la legge 108 del ’90 prevede che – se trascorrono tre giorni dalla sentenza senza reintegro – l´imprenditore può limitarsi a versare al lavoratore licenziato un indennizzo monetario compreso tra i due mesi e mezzo e i sei mesi di stipendio.
          La posizione della Cisl è più defilata, ma chiara. Il segretario generale Savino Pezzotta sostiene che il referendum è sbagliato e che la legge è di pertinenza delle forze politiche: «Loro hanno creato questa grana, loro la risolvano: vedo che ci sono posizioni trasversali, trovino una soluzione per evitare il referendum». In caso di voto, la Cisl deciderà un orientamento: in passato, in casi analoghi, ha lasciato liberi gli iscritti di votare «secondo coscienza». Anche la Uil, che riunirà oggi la segreteria per discutere del referendum, è favorevole alla predisposizione di un disegno di legge. L´indicazione perentoria per il «no» viene invece da tutte le principali organizzazioni dei datori di lavoro: Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti.

          (r.d.g.)