I sindacati preparano una lunga lotta

25/09/2003



 Oggi




25.09.2003
I sindacati preparano una lunga lotta
Epifani: decidiamo assieme lo sciopero.
Pezzotta: siamo pronti a tre mesi di mobilitazione
Felicia Masocco

ROMA Se toccare le pensioni è inevitabile come ha detto Berlusconi da New York, anche scioperare lo sarà e a dirlo sono i sindacati.
A poche ore dal confronto sulla previdenza fissato per oggi alle 15 si rafforza in Cgil, Cisl e Uil la convinzione di una mobilitazione forte,
immediata e duratura. «Penso che ci sarà bisogno di uno sciopero generale, da discutere e da decidere unitariamente, ma non ci fermeremo al primo sciopero generale», ha detto Guglielmo Epifani mentre Savino Pezzotta ha messo in conto una «mobilitazione di tre mesi» e Adriano Musi, vicesegretario della Uil, ha aggiunto che «si continuerà fino a quando il governo non cambia idea».
Il tempo sta per scadere una risposta ai piani dell’esecutivo potrebbe
arrivare dalle organizzazioni sindacali già stasera, al massimo lunedì il
giorno del varo della Finanziaria e del maxi emendamento alla delega previdenziale con la riforma strutturale delle pensioni.
Sabato 4 ottobre a Roma i sindacati europei manifestano in difesa del welfare, non è escluso che diventi l’occasione per le confederazioni italiane per dare visibilità alla netta contrarietà alla Finanziaria che taglia la spesa sociale e non si occupa di sviluppo e, soprattutto, agli interventi sulle pensioni: «Se le cose andassero male dice infatti il segretario Uil Luigi Angeletti – c’è una bella manifestazione già
organizzata». Affila le armi e si dice pronta allo sciopero generale anche l’Ugl, la sigla di destra che se la prende con Tremonti «rispetti le parti sociali», tuona Renata Polverini.
Non sembra aver avuto presa il tentativo del governo di allestire un
«tavolino» di confronto all’ultimo momento, e difficilmente attecchirà l’escamotage di un tavolo permanente sulle pensioni da avviare immediatamente dopo il varo della Finanziaria per definire i decreti delegati, lasciato intravedere ieri dal ministro Maroni: avrebbe il solo scopo di allungare i tempi e disinnescare il conflitto sociale che da
Berlusconi in giù dicono tutti di non volere. Tanto più in vista delle elezioni europee. Se tra tavoli e tavolini riuscisse poi al governo di dividere di nuovo i sindacati, sarebbe Bingo. Ma «dialogare» sulle pensioni è cosa diversa da un Patto per l’Italia, gli assegni previdenziali sono monetizzabili, a differenza del diritto a non essere licenziati ingiustamente, e Cisl e Uil qualche problema – in casa e tra gli iscritti – certo lo avrebbero. Scenari futuribili, al momento da via Po e da via Lucullo si sentono solo decise dichiarazioni di guerra al governo.
Quanto alla Cgil, è un bando «alle pantomine» per il segretario confederale Giuseppe Casadio. «Chi nel governo avesse in mente di avviare una pantomima di tavoli che nascondano una trattativa finta per settimane, magari dicendoci che tanto la Finanziaria e la delega si votano come ultima istanza alla fine dell’anno, va immediatamente messo di fronte alle sue responsabilità.
È un percorso inaccettabile perché cela intenzioni sui contenuti che noi abbiamo contrastato negli ultimi due anni e che continueremo a contrastare con tutta l’energia di cui siamo capaci».
Per Casadio, dunque «non c’è dubbio che dall’incontro di domani (oggi, ndr) attendiamo risposte chiare e definitive alla piattaforma unitaria sulle pensioni su cui siamo creditori di risposte da cinque mesi. In assenza di risposte non c’è ragione alcuna per cui
a questo incontro ne debba seguire un altro. Dunque domani sera (stasera), tuttalpiù lunedì, il sindacato, comunque la Cgil, ha il
dovere morale di fronte a lavoratori, pensionati e cittadini di decidere
un programma di iniziative e mobilitazione che non sia una
una-tantum, come ha detto anche Savino Pezzotta, ma sia in
grado di accompagnare il dibattito sulla Finanziaria e sulla delega mettendo in campo tutte le forme di iniziativa fino a mobilitare
tutti i lavoratori italiani».
Un programma che deve partire subito, spiega Casadio, «che dia da subito l’altolà a questa situazione confusa e a ogni intenzione di impaludare il confronto in una trattativa finta e senza contenuti reali». Quelli illustrati al confronto di martedì sono stati imprecisi e vaghi, «tuttavia è chiaro il profilo generale della manovra finanziaria che
hanno in mente ed è un profilo per noi inaccettabile. Si propone una Finanziaria in perfetta coerenza con quelle degli anni scorsi, stanno portando la nostra economia al disastro e stanno impoverendo
la società. Già da questo punto di vista è indispensabile dare una risposta subito». E che occorra una «risposta unitaria e tempestiva visto che il governo le decisioni le prenderà a breve» è opinione anche di Carla Cantone, anche lei membro della segreteria Cgil «è necessario dare una prima risposta al governo, penso ad ottobre – afferma Cantone – e poi magari fare a metà novembre una grande
manifestazione unitaria a Roma. Comunque, ripeto, l’importante è la tempestività».